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Rischio spread alle stelle se mercoledì va male (analisti)

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I mercati e gli investitori attendono con ansia la decisione finale della Commissione europea che si pronuncerà mercoledì 21 novembre riguardo alla manovra di bilancio italiana.

Nonostante l’attesa del nuovo braccio di ferro tra Unione Europa e governo italiano, la settimana è iniziata all’insegna degli acquisti per le borse europee e dallo scorso mercoledì lo spread tra Btp e Bund non si è discostato molto dai 300 punti base. Secondo Vincent-Frédéric Mivelaz, analista di Swissquote, questa situazione suggerisce “che i timori degli investitori sul rischio Paese si stanno stabilizzando”, anche se il verdetto della Commissione europea “non passerà inosservato e il mercato non è affatto immunizzato dai pericoli che ne potrebbero scaturire”.

 

Mivelaz ritiene “altamente probabile” che la scelta dell’Italia di presentare la manovra senza le modifiche richieste dall’Europa porterà ad un ulteriore salita dei rendimenti dei titoli di Stato possano e il peggioramento dello spread sull’Italia.

Tuttavia, l’analista di Swissquote precisa che “Il verificarsi dello scenario peggiore sarà indissolubilmente legato all’eventuale decisione di applicare sanzioni nella misura dello 0,2% del Pil nonché di escludere l’Italia dall’accesso ai fondi europei”.

Spostando lo sguardo al mercato valutario, una decisione drastica da parte della Commissione non dovrebbe comportare “nessuno scossone per l’Eurodollaro che nel breve termine dovrebbe rimbalzare di poco all’interno del range posto a 1,1445”, conclude Mivelaz.

 

Spread balza ai massimi di seduta, parole Tria non aiutano 

 

Nel pomeriggio lo spread è risalito dai minimi della mattinata e si posiziona a 320 punti base in aumento di oltre 15 punti rispetto ai minimi di questa mattina, con il rendimento del Btp decennale salito al 3,58%. Non sono lontani i massimi pluriennali toccati il 18 ottobre a quota 326 pb.

Il ministro dell’economia Giovanni Tria ha parlato in occasione della riunione straordinaria dell’Eurogruppo e, stavolta, fa un parallelismo tra l’Italia e la Francia: “Negli ultimi anni la Francia ha avuto un deficit che si è confermato sempre più alto rispetto a quello dell’Italia, e così continua a essere”, ha detto Tria.

“I piani dell’Italia (sulla legge di bilancio) non cambiano”, ha ribadito, aggiungendo che il fatto che negli ultimi anni il deficit della Francia sia cresciuto più di quanto abbia fatto quello dell’Italia “dovrebbe essere preso in considerazione” dall’Unione europea.