La ripresa non ingrana, si preannuncia flebile crescita del Pil nel primo trimestre

Inviato da Titta Ferraro il Ven, 09/05/2014 - 15:27

Segnali preoccupanti per la congiuntura italiana con la risalita della produzione industriale che sembra essersi stoppata negli ultimi mesi facendo presagire notizie non positive dalla lettura del Pil relativo al primo trimestre che arriverà giovedì prossimo. Il consensus vede l'economia italiana espandersi nei primi tre mesi dell'anno al ritmo dello 0,2% su base trimestrale, in frazionale accelerazione dal +0,1% degli ultimi tre mesi del 2013.

Gli ultimi riscontri dalla produzione industriale potrebbero però portare a una crescita debole o addirittura nulla nel primo trimestre considerando anche il fatto che i consumi interni rimangono al palo e i primi effetti del Bonus Irpef che entra in vigore da questo mese si avranno solo nel secondo trimestre.  

A sorpresa a marzo la produzione industriale italiana ha segnato un calo mensile dello 0,5 per cento dopo il -0,4% di febbraio (dato rivisto da -0,5%). Il consensus era invece per un progresso mensile dello 0,3%. Si tratta della  terza battuta d'arresto negli ultimi quattro mesi. Il primo trimestre si è chiuso con un flebile aumento dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. "Il calo della produzione industriale di marzo smentisce anche le più prudenti previsioni. Preoccupano i forti cali registrati nella produzione di beni di consumo, su cui ha presumibilmente inciso anche la debolezza del mercato interno - commenta  il capo economista di Nomisma, Sergio De Nardis. - e con questi dati non c'è ovviamente da attendersi che un rialzo del PIL modesto per i primi tre mesi". L'esperto di Nomisma ritiene che per raggiungere il tasso di crescita dello 0,8%, atteso dal governo per il 2014, occorre che l'economia acceleri con gli 80 euro di minore Irpef potranno dare una mano solo se le famiglie beneficiate si convinceranno che il vantaggio non è transitorio. 

Non va comunque dimenticato che la produzione industriale ha segnato una battuta d'arresto a marzo anche negli altri principali Paesi dell'area euro (Germania -0,2%, Francia -0,7% m/m). "Tuttavia - rimarca Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo - nel caso dell'Italia la distanza dai picchi è massima (-25% contro il -16% della Francia e il -2% della Germania), seconda solo a quella registrata in Spagna e Portogallo (-29% e -26% rispettivamente), e il rimbalzo dai minimi (toccati ad agosto 2013) è assai modesto (+0,3%)".

"Il dato di oggi segnala rischi verso il basso e mette in dubbio la possibilità di una accelerazione rispetto al +0,1% registrato dal PIL alla fine dell'anno scorso", aggiunge l'esperto di Intesa Sanpaolo che comunque ritiene che lo scenario di fondo rimanga di una ripresa dell'attività economica nel settore manifatturiero, in coerenza con le indicazioni che continuano ad arrivare dalle indagini di fiducia.

Il Centro Studi di Confindustria per aprile stima una variazione della produzione industriale positiva dello 0,2%.



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