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La ripresa non ingrana, si preannuncia flebile crescita del Pil nel primo trimestre

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Segnali preoccupanti per la congiuntura italiana con la risalita

della produzione industriale che sembra essersi stoppata negli ultimi mesi facendo
presagire notizie non positive dalla lettura del Pil relativo al primo
trimestre che arriverà giovedì prossimo. Il consensus vede l’economia italiana
espandersi nei primi tre mesi dell’anno al ritmo dello 0,2% su base trimestrale
, in frazionale accelerazione
dal +0,1% degli ultimi tre mesi del 2013.

Gli ultimi riscontri dalla produzione industriale potrebbero
però portare a una crescita debole o addirittura nulla nel primo trimestre
considerando anche il fatto che i consumi interni rimangono al palo e i primi
effetti del Bonus Irpef che entra in vigore da questo mese si avranno solo nel
secondo trimestre.  

A sorpresa a marzo la produzione industriale italiana ha
segnato un calo mensile dello 0,5 per cento
dopo il -0,4% di febbraio (dato
rivisto da -0,5%). Il consensus era invece per un progresso mensile dello 0,3%.
Si tratta della  terza battuta d’arresto
negli ultimi quattro mesi. Il primo
trimestre si è chiuso con un flebile aumento dello 0,1% rispetto al trimestre
precedente. “Il calo della produzione industriale di marzo smentisce anche le
più prudenti previsioni. Preoccupano i forti cali registrati nella produzione
di beni di consumo,
su cui ha presumibilmente inciso anche la debolezza del
mercato interno – commenta  il capo
economista di Nomisma, Sergio De Nardis. – e con questi dati non c’è ovviamente
da attendersi che un rialzo del PIL modesto per i primi tre mesi”.
L’esperto di Nomisma ritiene che per raggiungere il tasso di crescita dello
0,8%, atteso dal governo per il 2014, occorre che l’economia acceleri con gli
80 euro di minore Irpef potranno dare una mano solo se le famiglie beneficiate
si convinceranno che il vantaggio non è transitorio. 

Non va comunque dimenticato che la produzione industriale ha
segnato una battuta d’arresto a marzo anche negli altri principali Paesi
dell’area euro (Germania -0,2%, Francia -0,7% m/m).
“Tuttavia – rimarca
Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo – nel caso dell’Italia la distanza
dai picchi è massima (-25% contro il -16% della Francia e il -2% della
Germania), seconda solo a quella registrata in Spagna e Portogallo (-29% e -26%
rispettivamente), e il rimbalzo dai minimi (toccati ad agosto 2013) è assai
modesto (+0,3%)”.

“Il dato di oggi segnala rischi verso il basso e mette
in dubbio la possibilità di una accelerazione rispetto al +0,1% registrato dal
PIL alla fine dell’anno scorso”, aggiunge l’esperto di Intesa Sanpaolo che
comunque ritiene che lo scenario di fondo rimanga di una ripresa dell’attività
economica nel settore manifatturiero, in coerenza con le indicazioni che
continuano ad arrivare dalle indagini di fiducia.

Il Centro Studi di Confindustria per aprile stima una variazione della produzione industriale positiva dello 0,2%.