1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Mondo ›› 

La ripresa giapponese non gode della giusta considerazione

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

I volumi dell’economia nipponica sono dodici volte più elevati di quelli cinesi e sette volte quelli della Corea del Sud. Il paese del Sol Levante è il più importante mercato obbligazionario del pianeta. E’ lecito chiedersi quanto e come il Giappone possa influenzare il mercato finanziario internazionale? Adesso che il Giappone si sta svegliando da un incubo durato quindici anni, la domanda che tormenta gli analisti è: i guadagni offerti dalla Borsa di Tokyo stanno cominciando a superare le aspettative più ottimistiche sull’evoluzione dell’economia giapponese? Sono sempre più numerosi gli investitori che stanno mostrando interesse per le chance del paese del Sol Levante, e basta dare un’occhiata all’evoluzione dell’indice Nikkei 225 per capire che la sua quotazione ha toccato i livelli massimi degli ultimi cinque anni. Le ultime rilevazioni mostrano un aumento del numero di investitori internazionali pronti a scommettere sulla ripresa del Giappone. Il mercato immobiliare – in caduta libera da molti anni – sta evidenziando segnali incoraggianti. Il Giappone sembra aver chiuso non solo una crisi dei prezzi durata quindici anni, ma anche il periodo buio del mercato delle costruzioni. Una più attenta analisi della tipologia di investitori interessati al Giappone, evidenzia che l’interesse per la Borsa di Tokyo è un fenomeno che coinvolge in modo quasi esclusivo gli investitori istituzionali. Gli esperti forniscono diverse spiegazioni del trend. Alcuni sostengono che l’apatia dei piccoli sottoscrittori di fondi verso la Borsa di Tokyo sia giustificata dalla scarsa importanza che gli investitori danno alla ripresa giapponese. Altrettanto sorprendente è lo scarso interesse dimostrato dai leader asiatici nella ricerca di accordi commerciali con il Giappone. I volumi dell’economia nipponica (4,7 miliardi di dollari) superano di dodici volte quelli cinesi e di ben sette volte quelli coreani. Ma quali sono i rischi derivanti dalla ripresa dell’economia nipponica per il sistema finanziario internazionale? In primo luogo, il paese del Sol Levante è il più importante mercato obbligazionario del pianeta, e un incremento delle remunerazioni offerte dai bond potrebbe destabilizzare non solo il Giappone ma l’intero sistema finanziario asiatico. Questo rischio non può essere scartato a priori dinanzi alle aspettative che fotografano un’imminente fine della deflazione e un aumento dei tassi di interesse da parte della Bank of Japan. Una crescita dei rendimenti obbligazionari giapponesi appare inevitabile anche in virtù della debolezza dello yen (che sperimenta la più intensa caduta dal 1979). In secondo luogo, la ripresa del Giappone potrebbe far crescere la volatilità mondiale del mercato dei bond, obbligando gli investitori ad accettare un incremento del rischio. Anche se questo dato potrebbe essere interpretato come una buona notizia dai mercati Emergenti di Asia, America Latina ed Europa, sarebbe un vero disastro per i Treasury Bond. I giapponesi sono i maggiori acquirenti di titoli di Stato Usa, con un investimento complessivo vicino ai 687.000 milioni di dollari. Una diversificazione di questi investimenti da parte dei giapponesi, potrebbe far lievitare i rendimenti negli Stati Uniti. In terzo luogo, le azioni nipponiche potrebbero essere nel pieno di una fase di esuberanza. Se la ripresa sarà tanto vibrante come sembra, si verificherà un ulteriore aumento dei flussi di investimento diretti verso il mercato dei titoli di rischio. In caso contrario, il capitale potrebbe fuggire dal mercato di Tokio con la stessa intensità che ne ha caratterizzato l’arrivo. In ogni caso, è lecito attendersi un quadro in cui l’economia nipponica giocherà un ruolo di primo piano nell’economia mondiale. A cura di www.fondionline.it