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Riprende la partita Italia-Francia sull’energia

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L’intesa su Edf e Edison in cambio dell’Enel nel nucleare. Ecco quanto si prospetta dalla partita Italia-Francia sull’energia. La visita di Jean Pierre Raffarin a palazzo Madama questa settimana è un’occasione da non perdere, dove il nodo energia è la priorità. Per la Francia il caso Edison è una mina vagante, che può costare ai transalpini una montagna di soldi per acquisire una società che poi non potrebbero liberamente gestire. Se in primavera scatta la trappola dei put e call che può obbligare Edf ad acquistare prima le quote dei soci italiani di Italenergia e poi a lanciare l’Opa sull’intera Edison, i francesi rischiano di sborsare 13-14 miliardi di euro. Con la beffa finale di vedersi limitare dalla legge italiana i diritti di voto in Edison al 2%. Roma si trova in mano una carta che ne rafforza il potere contrattuale. Tra l’altro è spuntata fuori la possibilità che a monte o a valle si possa formare una cordata di imprenditori privati o local utilities che insieme alle banche e alle fondazioni bancarie possa controbilanciare la presenza di Edf in Foro Bonaparte. Ma una soluzione del genere richiede tempo. Se si sblocca il caso Edison-Edf il governo avrà più forza per chiedere a Raffarin di aprire le porte e di concedere ad Enel due opportunità: entrare nel mercato elettrico d’Oltralpe ed entrare nel nucleare di terza generazione di Edf, cioè nel progetto europeo per la costruzione del reattore ad acqua pressurizzata Epr per sostituire le attuali centrali atomiche francesi. Un progetto che può permettere ad Enel di acquisire disponibilità di energia a buon prezzo e competenze d’avanguardia dopo lo sbarco nel nucleare già avviato in Slovacchia con l’acquisto di SE.