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Riparte l’offensiva di Lvmh: Arnault si regala per Natale un altro pezzetto di Hermès

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Sarà un Natale dal sapore speciale quello che si appresta a festeggiare Bernard Arnault, patron del colosso del lusso Lvmh Moët Hennessy Louis Vuitton. A soli pochi giorni dalle festività il famoso manager alla guida del colosso mondiale del lusso ha deciso di farsi un regalo in anticipo: ha incrementato la propria quota nella più prestigiosa selleria del mondo, Hermès, salendo oltre il 20% del capitale. Lvmh ha adesso in mano complessivamente 21.338.675 azioni di Hermès International. Una mossa che di sicuro farà andare di traverso il brindisi di fine anno alla famiglia allargata che governa Hermès, circa 60 eredi dai cognomi Dumas, Puech e Guerrand.  


Nelle scorse giornate Lvmh ha portato a termine l’aumento della sua partecipazione nell’azienda francese di moda. E come indicato dalla stessa società nella nota ufficiale, le sorprese non finiranno qui. Nei prossimi mesi la quota detenuta in Hermès è destinata a salire ancora, anche non sussiste l’intenzione di prendere il controllo della rivale.Si tratta di un investimento solamente strategico e di lungo termine, è la litania che continua a sibilare l’entourage di Arnault. Non c’è l’intenzione di lanciare un’Opa su Hermès e neanche la volontà di ritagliarsi un posto nel suo Consiglio di Sorveglianza.

 

Eppure secondo gli operatori di mercato qualcosa è nell’aria. “La partecipazione sempre più importante di Lvmh in Hermès sosterrà una nuova ondata di speculazione allettata dall’idea di un takeover da parte di Arnault su Hermés”, segnalano nelle sale operative. Non a caso l’ultima mossa di quella che è stata definita la battaglia nel mondo del lusso sostiene Hermès che in questo momento alla Borsa di Parigi sale dello -0,14% a 68,90 euro. Lvmh +1,83% a 127,75 euro.

Appare evidente che Arnault sia determinato a portare avanti questa impresa, commenta un’analista di una primaria banca d’affari. Agli addetti ai lavori è ben chiaro che il numero uno di Lvmh ha un passaporto da predatore finanziario di tutto rispetto, basta rimettere indietro le lancette dell’orologio per fotografare la situazione: nel 1999 riuscì a mettere le mani su Lvmh dopo una battaglia di tre anni. E adesso? Dal 23 ottobre sono passati appena due mesi, il braccio di ferro è solo alle battute iniziali.


Monsier Arnault definito dagli analisti un tipo paziente, che non si muove per niente, avrebbe fatto bene i propri conti. Come ricorda Pierre Lamelin , esperto di Cheuvreux Lvmh si è assicurato la prima tranche attraverso equity swaps a un prezzo molto interessante. La seconda tranche è stata acquistata a prezzi spot che mostrano in maniera chiare le intenzioni di lungo termine di Lvmh al di là del dispiaghemento dei mezzi finanziari che sarà necessario.