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Rio Tinto alza i toni e definisce infondate le accuse di Pechino ai suoi dipendenti

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Non si abbassa la soglia di attenzione sulla vicenda che riguarda i quattro dipendenti del gruppo minerario Rio Tinto, arrestati in Cina con le accuse di spionaggio industriale. Con un comunicato che non lascia nulla all’immaginazione Rio punta il dito contro Pechino, difendendo l’operato dei suoi addetti attualmente rinchiusi in carcere e si dice molto preoccupata per la situazione venutasi a creare. Per la società anglo-australiana le accuse del governo di Pechino – si parla di spionaggio industriale – sono del tutto infondate. I rapporti diplomatici tra i due Paesi, Cina e Australia, coinvolti si sono fatti molto difficili negli ultimi giorni. Sulla vicenda è intervenuto ieri anche il premier australiano, Kevin Rudd, chiedendo al governo cinese di comportarsi con la massima trasparenza. Non si è fatta attendere la risposta del governo cinese che a stretto giro ha intimato a quello australiano di non interferire sul caso.