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Rimbalzo di Piazza Affari. Risorgono le banche, sprint di Azimut

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Parziale risalita di Piazza Affari dopo due sedute in deciso affanno. Il listino milanese ha trovato sponda nella parallela ripresa di Wall Street che ha visto un avvio promettente della stagione delle trimestrali. Alcoa, il colosso Usa dell’alluminio che tradizionalmente inaugura l’earning season, ha snocciolato numeri trimestrali oltre le attese del mercato con il ritorno all’utile. Nell’arco delle prossime due settimane saranno più di 130 le società dell’S&P 500 che hanno in programma di riportare i risultati trimestrali tra cui big bancarie quali Citigroup, JPMorgan Chase e Goldman Sachs. Il consensus Bloomberg prevede un ulteriore aumento della profittabilità del corporate statunitense con utili in crescita del 5% medio per le società dell’S&P 500 e ricavi in aumento del 3 per cento.
In chiusura l’indice Ftse Mib ha così messo a segno un progresso dello 0,89% a 20.885 punti.
A primeggiare sono stati i titoli del comparto bancario che erano stati i più tartassati dalle vendite nelle scorse sedute. Tra le banche rialzi superiore al 3% per Banco Popolare, +2,9% per Intesa Sanpaolo. In evidenza anche Banca Mps (+2,95%) reduce dal tonfo della vigilia di oltre il 6%. Ieri sera l’istituto senese ha effettuato una nuova emissione di un coverde bond a 10 anni per un miliardo di euro. Il libro ordini si è attestato a quasi 1,3 miliardi e l’indicazione ufficiale di prezzo è stata fissata a +148 punti base sul midswap. Il covered bond prevede una cedola annuale del 2,875%, con prezzo di riofferta al 99,597% e il rendimento a scadenza del 2,922% annuo. Intanto è entrata nel vivo la trattativa con i sindacati in merito agli esuberi pari a 1.300 persone che la banca intende mettere in atto entro fine anno.

Miglior titolo in assoluto del Ftse Mib è stato Azimut (+4,49% a 19,84 euro) grazie alla promozione giunta questa mattina da parte di Deutsche Bank. Gli analisti della banca d’affari tedesca hanno portato il giudizio sul titolo della società del risparmio gestito a buy dal precedente hold, con il target price fissato a 25,1 euro, in scia agli ottimi risultati di raccolta riportati lunedì scorso.
Promozione anche per Eni (+0,82% a 19,75 euro) su cui Deutsche Bank ha alzato il giudizio a buy dal precedente hold.

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