1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Il rimbalzo dei mercati non cancella i problemi dell’economia europea

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

L’accelerazione al rialzo del Ftse Mib, riportatosi in area 19.000 punti con un guadagno del 2,4% non cancella i problemi che hanno determinato la forte discesa partita lo scorso 16 settembre. Problemi che riguardano, secondo Michael Hewson chief market analyst di CMC Markets UK, non solo l’economia italiana ma più in generale quella europea.

Stiamo assistendo a un rimbalzo dei mercati azionari. Guardando al Ftse Mib, questo movimento ha basi solide?
Se guardo a quello che è accaduto negli ultimi nove mesi, vedo che siamo scesi a testare i minimi dello scorso dicembre e abbiamo trovato supporto in area 17.600 punti. Ora stiamo vedendo L’accelerazione al rialzo del Ftse Mib, riportatosi in area 19.000 punti con un guadagno del 2,4% non cancella i problemi che hanno determinato la forte discesa partita lo scorso 16 settembre. Problemi che riguardano, secondo Michael Hewson chief market analyst di CMC Markets UK, non solo l’economia italiana ma più in generale quella europea.

Stiamo assistendo a un rimbalzo dei mercati azionari. Guardando al Ftse Mib, questo movimento ha basi solide?
Se guardo a quello che è accaduto negli ultimi nove mesi, vedo che siamo scesi a testare i minimi dello scorso dicembre e abbiamo trovato supporto in area 17.600 punti. Ora stiamo vedendo un po’ di rimbalzo ma penso che sia sostenibile solo se si torna sopra 20.000 punti. Tuttavia ci sono problemi significativi non solo per l’economia italiana ma per l’economia europea in generale. Proprio per questa ragione credo che il rimbalzo si limiterà al massimo ai 20.000 punti. 

Che impatto potrà avere la pubblicazione degli stress test il prossimo 26 ottobre?

L’impatto dipenderà molto dal risultato degli stress test e da quanto capitale le banche italiane dovranno raccogliere e questo non lo potremo sapere prima del 26 ottobre. E’ molto difficile, in questo caso, costruire uno scenario prima di sapere i risultati. In ogni caso, subito dopo la pubblicazione dei test avremo un meeting della Banca centrale europea, a inizio novembre, e credo che sarà una buona occasione per guardare a nuove misure di stimolo per l’economia europea. 

Il Pil cinese ha battuto le attese ma il rallentamento della Cina non si è fermato. Come bisogna considerare questo dato?

E’ un segnale misto. Molti hanno considerato il fatto di aver battuto le attese come una cosa positiva ma io non sono d’accordo. D’accordo, abbiamo visto un significativo rimbalzo della produzione industriale ma si partiva da un base molto bassa, ad agosto eravamo a 6,9% e siamo arrivati all’8%. Se guardiamo alle vendite al dettaglio sono continuate a uscire al di sotto delle aspettative. Pochi anni fa le autorità cinesi dissero di volere ribilanciare la loro economia e passare da una base puramente industriale a una base formata da consumi domestici: queste cifre mi dicono che c’è ancora una lunga strada da fare e credo che, guardando al prossimo futuro, se il mercato guarderà all’economia cinese come possibile sostegno dell’economia globale possa riceverne una delusione. Penso che la Cina continuerà a rallentare nel corso dei prossimi due-tre anni.

Rispetto a settimana scorsa la sua view sui mercati e migliorata o peggiorata?

E’ rimasta invariata. Quello che mi attendo vedremo ora è di vedere una fase di lateralizzazione nel mercato azionario nel corso delle prossime due settimane. Il Dax ha davanti delle resistenze significative a 9000 punti e credo che finché si manterrà al di sotto di questi livelli avremo agitazione sui mercati. Lo stesso vale per il Ftse Mib con il top che potrebbe essere delimitato da quota 20.000 e supporti chiave a 17.600 punti.