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Rimbalzano le materie prime, riflettori puntati sull’argento

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Rimbalzo in corso per le materie prime. Dopo il selloff di ieri tornano a crescere le quotazioni delle commodities. L’osservato speciale è sempre lui, l’argento, capace di mettere a segno (fino a ieri) una crescita in 12 mesi del 170%. Dopo esser salito la scorsa settimana fin su in quota 49,75 dollari l’oncia, ad un passo dal record messo a segno nel 1980, in questo momento il prezzo dell’oro dei poveri sale del 4,3% tornando in quota 36,1 dollari l’oncia.

Oggi, così come 31 anni fa (quando i fratelli Hunt avevano contribuito a far segnare al metallo il record storico), un’accelerazione al calo delle quotazioni è arrivata dalle misure delle autorità per bloccare la speculazione. Dal 25 aprile il Chicago Metals Exchange ha alzato di quasi il 150% i margini richiesti per poter negoziare i futures sull’argento (da 8.700 a 21.600 dollari), favorendo la chiusura di numerose posizioni e riducendo l’apertura di nuove. In rialzo anche l’oro, che con un +1,3% sale a 1.493,19 e le materie prime energetiche, con il brent che sale di 3 dollari a 113,5 ed il light che guadagna 2 dollari riportandosi sopra quota 100 dollari a 101,6.

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