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Riflettori puntati su SanPaolo, e’ braccio di ferro sulla fusione

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SanPaolo Imi cerca di scacciare i cattivi pensieri. Il titolo dell’istituto torinese sale dello 0,66%, scambiando a quota 10,31 euro. Sull’azione pende sopra la testa come una spada di Damocle la fusione con Dexia, istituto franco belga. Un’operazione priva di significato industriale a detta della maggior parte degli analisti. Ma che ostinatamente continua ad affascinare i piani alti delle banche protagoniste. Domenica 28 novembre è in agenda un cda di Dexia per informare i soci sugli sviluppi, ma quelli principali sembrano aver già maturato un giudizio. Dopo una riunione di molte ore, ieri sera Arcofin, Holding Communal ed Ethias, i soci principali di Dexia che detengono circa il 38% del capitale, hanno formalizzato la loro contrarietà all’operazione. Una posizione non gradita a Francois Narmon, presidente di Dexia, che ha deplorato la loro scelta. Anche a Torino le grandi manovre vanno avanti. Il comitato esecutivo di SanPaolo-Imi di ieri non ha portato grandi novità: ogni decisione è stata rimandata ufficialmente al cda in agenda lunedì prossimo. Ma intanto oggi Alfonso Iozzi sarà da Antonio Fazio per la riunione semestrale dei banchieri, a margine della quale avrà forse uno scambio di vedute con il governatore. Resta forte l’irritazione del Santander. Secondo indiscrezioni di mercato raccolte da Spystocks i soci spagnoli nel caso in cui venissero messi da parte potrebbero vendere un pacchetto di 70 milioni di azioni SanPaolo Imi. La battaglia insomma si annuncia ancora rovente.