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Ridda di voci su SocGen, il mercato punta una fiche

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La capitalizzazione ridotta di Société Générale attrae l’interesse dei concorrenti, ma bisogna fare i conti con la dichiarata volontà del governo Sarkozy di non permettere che la banca finisca in mani straniere. Ecco allora la soluzione: far confluire SocGen, la seconda più grande banca francese, all’interno del numero uno bancario transalpino, Bnp Paribas.
Almeno questa è l’ipotesi a cui il mercato sta dimostrando di voler credere, portando il titolo a guadagnare più dell’8%, dopo che a rafforzarla ci ha pensato anche il Wall Street Journal. Secondo l’autorevole quotidiano statunitense in edicola oggi, Bnp Paribas starebbe monitorando la situazione e ci sarebbero già state discussioni internamente all’istituto circa una possibile offerta per la concorrente.


Si tratta di un’ipotesi per la verità non nuova. Dal giorno dell’emersione dello scandalo della frode del trader Jerome Kerviel e dell’ulteriore discesa in Borsa del valore del titolo si era iniziato a parlare (per primo l’aveva fatto l’Observer) di un piano con il benestare governativo attraverso il quale suddividere le attività della banca tra Credit Agricole e Bnp. Stando a tale indiscrezione alla prima sarebbero andate le attività di banca d’investimento, alla seconda il retail.
Tuttavia le ipotesi si sprecano. Ieri era stata Citigroup a dipingere in uno studio il perfetto identikit del pretendente di SocGen, arrivando anche a dare un nome: Hsbc. Ma sempre a livello di indiscrezioni altri gruppi ritenuti in corsa sono Barclays, Santander, BBVA e anche l’italiana Unicredit.
Anche in questo caso non si tratterebbe di un’assoluta novità. Prima della fusione con Capitalia era l’istituto francese a essere considerato in pole position per convolare a nozze con la banca di Piazza Cordusio. E a prima, al 2001, risale il progetto di banca paneuropea che avrebbe visto confluire oltre a Unicredit e a SocGen anche la tedesca Commerzbank.
Fin qui i rumor di mercato, ma senza dubbio un ruolo di primo piano potrà essere giocato anche in ambienti istituzionali, magari anche con un intervento della Caisse de Depots, già oggi all’1% del capitale.

 

Dopo aver lasciato sul terreno dai massimi di maggio circa il 50% del suo valore, la capitalizzazione di Borsa di Société Générale si aggira sui 35 miliardi di euro.