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Rialzo tassi prima di addio Draghi? Rumor: per alcuni membri Bce troppo tardi stretta a fine 2019

Aumentano anche le aspettative dei mercati su una eventuale stretta monetaria nella riunione di questo mese.

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Il fatto che diversi investitori stiano scommettendo sul primo rialzo dei tassi in Eurozona nel dicembre del 2019 innervosisce alcuni funzionari della Bce. E’ quanto riporta Bloomberg, aggiungendo che per alcuni membri del Consiglio direttivo della Banca centrale europea, lanciare una stretta monetaria a fine 2019 sarebbe troppo tardi. Sono gli stessi funzionari a dire in via strettamente anonima che un rialzo dei tassi a settembre o a ottobre dell’anno prossimo è, tra l’altro, una opzione aperta.

Cambiano così le aspettative dei mercati: a muoversi sono soprattutto l’euro, che schizza al rialzo dopo le indiscrezioni, e le scommesse sulle future mosse di Mario Draghi & Co, che fanno lo stesso.

L’euro, che al momento della diffusione dei rumor era balzato dai minimi intraday, riportando comunque un trend ancora poco mosso, si rafforza in mattinata, avvicinandosi alla soglia di $1,17. La moneta unica guadagna anche sulla sterlina, attorno a GBP 0,88,  sullo yen, posizionandosi oltre JPY 129, e sul franco svizzero, a CHF 1,16 circa.

Crescono anche le aspettative su una eventuale stretta monetaria a settembre del 2019, da poco meno del 70% di ieri all’80%. Da segnalare che a fine giugno la probabilità di una stretta era inferiore al 50%.

Di fatto, come segnala Bloomberg, gli investitori che operano nei mercati monetari fino a oggi prezzavano al 100% la probabilità di un rialzo dei tassi dell’Eurozona – esattamente un rialzo di 10 punti base del tasso sui depositi, ora negativo a -0,40% –soltanto nel dicembre del 2019.

“Lo scorso mese la Bce ha annunciato che terminerà gli acquisti netti di bond quest’anno (acquisti di asset che fanno parte del programma di Quantitative easing), aggiungendo anche che i tassi di interesse rimarranno invariati “almeno fino all’estate del 2019” – si legge nell’articolo di Bloomberg – Ora queste parole implicano che è stata lasciata aperta la possibilità di aumentare i tassi già in occasione del meeting di settembre”.

L’ambiguità tuttavia non manca, se si considera che Vitas Vasiliauskas, tra i banchieri che compongono il Consiglio direttivo della Banca centrale europea, ha sottolineato che la guidance della stessa Bce contenuta nel comunicato della Bce dovrebbe essere interpretata come “fino alla fine di settembre”.

Ma, a questo punto, le carte in tavola potrebbero essere cambiate, visto che la Bce potrebbe decidere di alzare i tassi con Mario Draghi ancora al timone. Il mandato del banchiere centrale scade infatti ufficialmente il 31 ottobre del 2019.