Revolution nel mondo delle pensioni: in Italia si pensa ad alzare l'età di uscita dal mondo lavoro

Inviato da Redazione il Mer, 14/10/2009 - 15:43
Revolution per tutti quelli che si preparano ad uscire dal mondo del lavoro. Ieri il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, è tornato sull'argomento ed è stato diretto: "In Italia bisogna andare in pensione più tardi per garantire assegni sufficienti".

In effetti nel primo trimestre 2009, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, i trasferimenti correnti dal settore statale agli enti previdenziali hanno registrato un aumento di 4,9 miliardi "che dipende, prevalentemente, dal peggioramento di fabbisogno registrato dall'Inps (per circa 3.130 milioni) e dall'Inpdap (per circa 1.180 milioni)".

In percentuale l'aumento è stato pari al 37 per cento. E' quanto emerge dalla trimestrale di cassa al 31 marzo 2009 trasmessa dal ministero dell'Economia al Parlamento. Questo è successo perché i costi di invecchiamento della popolazione per l'Italia non sarebbero particolarmente elevati se non fosse per lo stato delle finanze pubbliche che li rende insostenibili, anche se l'aspettativa di vita restassase invariata, secondo la Commissione europea.

Anche secondo Bruxelles è infatti necessario cambiar marcia: "Per Francia, Italia, Ungheria, Polonia e Portogallo i costi a lungo termine dell'invecchiamento della popolazione non sono stimati essere particolarmente alti.

Tuttavia le posizioni di partenza delle loro finanze implicano che la politica di bilancio è insostenibile anche senza considerare alcun aumento nelle spese collegate all'invecchiamento della popolazione".

Ai fini della stabilità delle finanze pubbliche dei Paesi dell'Unione europea, comunque, è necessario che questi innalzino l'età di pensionamento in linea con l'allungamento dell'aspettativa di vita dato che da qui al 2060 si stima che la vita media di un europea salirà di 6 anni.
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