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Rescia: “Agosto nel segno dell’ottimismo sui listini”

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Agosto è stato finora caratterizzato da un andamento dei listini tutto sommato positivo nonostante il petrolio abbia provato più volte a spaventare i mercati e rappresenti tuttora, come precisa Guido Rescia esperto di Axa sim, uno dei potenziali pericoli in grado di cambiare l’attuale scenario positivo: “Manteniamo un atteggiamento grosso modo positivo sul mercato azionario e per tutto il mese di agosto siamo ottimisti. Qualche ombra, ma per ora è solo un punto interrogativo che andrà chiarendosi col tempo, verrà a settembre/ottobre con l’uscita di dati macroeconomici che potrebbero segnalare un rallentamento dell’economia e una revisione al ribasso delle aspettative di crescita per il 2006. Gli stessi dati macroeconomici hanno fornito, a luglio, il carburante su cui si è basato il rally dei listini, un rally che ha permesso la revisione al rialzo dei livelli di supporto e resistenza con il rinnovo dei massimi dell’anno mentre sul ribasso si è potuta constatare ancora una volta la forza del supporto dinamico che sostiene i corsi dal marzo 2003. Ci troviamo quindi – prosegue Rescia – all’interno di un trend rialzista solido anche se alcuni indicatori in fascia di ipercomprato segnalano l’opportunità di un ritracciamento dopo il quale ci si potrà dedicare, con tutta probabilità, alla ricerca di nuovi massimi con un S&P/Mib che potrebbe farsi trovare, al ritorno dalle ferie, sui 34.500 punti. I livelli di allerta si trovano per il momento a distanza di sicurezza anche se bisognerà prestare particolare attenzione a eventuali impennate del mercato obbligazionario e in particolare alla soglia di area 124,50. Da tenere sotto controllo anche le variabili petrolio ed euro/dollaro. Se nel primo caso finora i mercati sembrano avere reagito bene, confortati anche da un’inflazione che per il momento si mantiene su livelli non preoccupanti come certificato proprio ieri da Alan Greenspan, una prosecuzione dell’indebolimento del dollaro nei confronti dell’euro potrebbe avere un effetto di spiazzamento sui mercati”.