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Report Pimco: rischio recessione a record in decennio. Azioni, bond, commodities, forex: dove puntare nel 2019

Nell’analisi, che si intitola “Syncing Lower”, gli strategist Joachim Fels e Andrew Balls parlano di una “probabilità dell’arrivo di una recessione nel corso dei prossimi 12 mesi balzata al 30% …

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Volatilità e incertezza sono tra le parole che più spesso compaiono nell’ultimo report stilato da Pimco, il gestore di bond numero uno al mondo, con asset gestiti per un valore di $1,7 trilioni.

Nell’analisi, che si intitola “Syncing Lower”, gli strategist Joachim Fels e Andrew Balls parlano di una “probabilità dell’arrivo di una recessione nel corso dei prossimi 12 mesi balzata al 30% circa, al record di questi ultimi nove anni di espansione”.

Il report è stato stilato basandosi sulle dichiarazioni che sono state rilasciate questo mese da alcuni economisti e gestori di portafoglio, in occasione di un forum dedicato ai consigli di investimento per i prossimi 6-12 mesi.

Sul rischio di una recessione, Pimco precisa che l’alert non è ancora rosso, ma arancione.

“Il punto è che l’economia globale ormai ha superato da un pezzo il suo picco di crescita, a fronte del sostegno sempre più basso (dato all’economia e ai mercati) delle banche centrali e in un contesto in cui diversi paesi sono alle prese con altrettanti diversi rischi politici“.

Analizzando sia il report che le dichiarazioni rilasciate ieri a Bloomberg Radio dal direttore degli investimenti di Pimco, Dan Ivascyn, emerge la view per il 2019.

Pimco si mostra più cauta verso i mercati dei paesi avanzati, intravedendo opportunità appetibili, invece, nei mercati emergenti. In ogni caso, “come minimo, così come è stato quest’anno, le stime sono di una volatilità che continuerà a essere presente in tutti i segmenti dei mercati finanziari”.

Questi sono i punti cruciali che emergono dal report di Pimco, stando a quanto riportato da Bloomberg:

  • Nel secondo semestre del 2019, la crescita degli Stati Uniti sarà inferiore al 2%, convergendo al ribasso con quella di altre economie dei paesi avanzati.
  • E’ probabile che, nella prima metà del 2019, la Fed decida di fare una pausa nel percorso rialzista dei tassi, anche se la politica monetaria rimarrà comunque restrittiva, visto che la banca centrale proseguirà nel processo di riduzione degli asset che detiene in bilancio.
  • Gli investitori dovrebbero preferire asset liquidi e a basso rischio, per difendersi contro la crescente volatilità e l’allargamento degli spread sul credito, risparmiando cash in vista di opportunità future.
  • Un’opportunità è individuata nei titoli finanziari del Regno Unito, le cui quotazioni sono scese a causa dei timori su un no-deal caotico sulla Brexit, scenario che presenta tuttavia per Pimco “una probabilità molto bassa” di realizzarsi.
  • Le Non-Agency MBS, ovvero i titoli garantiti dai mutui che non sono emessi da agenzie ma da entità private come le istituzioni finanziarie, sono un investimento difensivo alternativo ai bond corporate con investment-grade. Anche i titoli MPS emessi dalle agenzie offrono comunque un guadagno interessante.

Dal report emergono poi consigli di investimento più specifici:

  • Pimco è ‘underweight in misura modesta’ sulla duration, mentre è overweight sui TIPS (strumenti che forniscono una protezione contro l’inflazione)
  • Basandosi sulle valutazioni, la preferenza viene data più ai Treasuries che hanno una scadenza attorno ai cinque anni che a quelli di più lungo termine.
  • Cautela, in generale, sui corporate bond: “le valutazioni si sono avvicinate alle medie di lungo termine,  ma non riteniamo che i crediti siano convenienti, mentre dal contesto emerge un aumento della volatilità insieme a un rallentamento dell’economia che potrebbe rivelare una debolezza sottostante in termini di leverage”.
  • Valore relativo si individua nei titoli finanziari e negli MBS (come spiegato sopra).
  • Pimco è underweight sul rischio della periferia europea. In questo caso viene citata l’Italia (oltre alle tensioni con l’Ue per la manovra del governo M5S-Lega, oggi occhio anche ad alcuni dati macro particolarmente negativi). “Rimaniamo cauti sui debiti governativi e corporate della periferia dell’Europa, a causa delle sfide a cui sta facendo fronte l’Italia e ai rischi di più lungo termine che incombono sull’Eurozona, più in generale, legati alla prossima recessione”.
  • Opportunità nelle valute e nei bond dei mercati emergenti. “In un mondo in cui la crescita si sta sincronizzando al ribasso tra i vari paesi, abbiamo una view equilibrata sui rapporti di cambio tra il dollaro e le altre valute del G-10”.
  • Azionario: “Prevediamo una pressione al ribasso sulle aspettative di crescita dei profitti…riteniamo che i mercati azionari continueranno a far fronte alla volatilità, favorendo una crescita dei titoli difensivi e high-quality e una esposizione minima ai titoli ciclici con Beta alto. Continuiamo a preferire i mercati azionari Usa al resto del mondo.
  • Commodities: modestamente positivi sul petrolio. “Il recente annuncio dell’Opec sul taglio della produzione suggerisce il desiderio (del cartello) di sostenere i prezzi del petrolio nella parte inferiore dei $60, e dunque di evitare i livelli molto bassi del 2014. Ma i tagli non sono sufficienti a provocare ulteriori perdite di fette di mercato da parte delle società attive nel gas di scisto, (a favore dunque dell’offerta)”.