1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Renzi vede Pil a +1%, bufera su proposta canone Rai in bolletta luce

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN
Pil a +1%, anticipo al 2016 di parte del taglio dell’Ires e canone Rai in bolletta luce. Il premier Matteo Renzi conferma l’intenzione del governo di accelerare sul fronte del taglio della tassazione alle imprese propone nuovamente l’inserimento del canone Rai nella bolletta elettrica.  

Ottimismo su crescita economica 
Il presidente del Consiglio, intervistato ieri a In 1/2 ora da Lucia Annunziata su Rai 3, si è detto molto fiducioso sulla crescita del paese dicendo di essere convinto che si arriverà a un +1% del Pil quest’anno rispetto al +0,9% contenuto del DEF (rivisto al rialzo dal +0,7% precedentemente indicato). “Gli italiani per paura hanno risparmiato 350 miliardi di euro che è una cifra enorme, la paura ci costa 350 miliardi, se rientrasse sul mercato il 10% avremmo una crescita straordinaria”, ha aggiunto Renzi. 

Canone Rai in bolletta, rischio incostituzionalità 
Sul Canone Rai la proposta è di ridurre l’entità del canone da 113,5 a 100 euro. Riduzione consentita dall’inserimento in bolletta elettrica del canone al fine garantire che l’imposta sia pagata da tutti. La proposta, che era stata avanzata già lo scorso anno ma non andò in porto  perché i tempi erano molto stretti, ha alzato subito molte polemiche anche in merito alla costituzionalità dell’inserimento in bolletta del canone. 
La misura annunciata da Renzi permetterebbe ai circa 15,6 milioni di italiani che pagano il canone un risparmio annuo di 13,5 euro, per complessivi 200 milioni di euro. 
Chicco Testa, presidente di Assoelettrica, ritiene che si tratterebbe di “un gran pasticcio e quindi restiamo contrari. Il consumatore non saprebbe infatti più cosa sta pagando. E’ un errore considerare che chi è titolare di un contratto elettrico possieda anche una tv e viceversa”
Sul piede di guerra anche il Codacons: “legare il canone Rai alla bolletta elettrica sarebbe un provvedimento illegittimo e incostituzionale e, in quanto tale, impugnabile nelle competenti sedi”. In base al regio decreto legge 21 febbraio 1938, n.246, tale imposta si applica solo a chi possiede un apparecchio adibito alla ricezione di radioaudizioni televisive nel territorio italiano, spiega l’associazione, per questo snaturare il canone vincolandone il pagamento ad una bolletta sarebbe illegittimo, poiché non garantisce il verificarsi della condizione essenziale per il pagamento dell’imposta, ossia il possesso di un televisore o altro apparecchio atto a ricevere frequenze tv.  “Si tratta di una misura abnorme, una forma di violenza nei confronti degli utenti – denuncia il presidente Codacons, Carlo Rienzi – L’inserimento del canone in bolletta creerà effetti a valanga con conseguenze per i consumatori e per le imprese elettriche. Un’ulteriore complicazione per chi, non possedendo un televisore, vorrà chiedere l’esenzione dal pagamento, e un caos amministrativo in capo ai fornitori di energia, che si trasformano in esattori. Pensiamo poi al caso delle morosità in bolletta: come distinguere le due voci in caso di mancato pagamento delle fatture?”.