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Renzi: no a vendite di altre quote Eni e Enel, per risolvere problema debito dobbiamo crescere. Tagli per 20 miliardi

QUOTAZIONI Eni
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Le privatizzazioni si faranno e i target verranno rispettati ma non sono convinto che si debba partire da Eni e Enel. Matteo Renzi, in una lunga intervista a Il Sole 24 Ore, spazza via le indiscrezioni della scorsa settimana che davano ormai per imminente il collocamento entro la fine dell’anno del 4,34% del gruppo petrolifero e del 5% del campione nazionale dell’energia elettrica. Un’operazione che, ai prezzi attuali di Borsa, avrebbe portato nelle casse dello Stato circa 5 miliardi di euro.
 

“Non è prioritario ridurre le quote dello Stato in due società che hanno grandi potenzialità, il corso dei titoli può ancora crescere”, sostiene il premier nell’intervista al quotidiano di Confindustria. E questo, a detta di Renzi, vale anche “per le Poste dove Caio sta facendo un buon lavoro. Esiste il tema di fare cassa: con Padoan troveremo le soluzioni idonee”.

Il premier smentisce anche che siano allo studio operazioni cosiddette “taglia debito”. Secondo Renzi, per risolvere il problema del debito pubblico monstre “dobbiamo tornare a crescere, deve farlo l’Europa e noi con lei“. La cornice attuale vede “300 miliardi di investimenti che sono stati promessi da Juncker, altri 200 sono quelli della Bce e dovremo vigilare che attraverso il credito questi quattrini arrivino all’economia reale. Noi dobbiamo metterci le riforme e lo stiamo facendo”.

Un altro capitolo assai delicato si chiama spending review. Rinnovando la fiducia al commissario Cottarelli il premier dichiara che “i tagli alla spesa pubblica nel 2015 non saranno per 17 miliardi di euro, io ne immagino 20 miliardi perché intendo liberare risorse da investire nei settori strategici come l’istruzione e la ricerca senza aumentare le tasse”. Un appuntamento è già fissato per lunedì quando Renzi incontrerà tutti i ministri insieme al ministro Padoan e “valuterò con loro tagli del 3% per ciascun ministero“.