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Renzi esclude possibilità manovra correttiva. Nel 2015 sgravi anche a pensionati e partite Iva

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Niente manovra correttiva. Il premier Matteo Renzi getta acqua sul fuoco all’indomani della doccia gelida arrivata dal calo a sorpresa del Pil nel primo trimestre 2014. “Di solito le manovre si fanno per mettere nuove tasse. Nei primi 70 giorni di lavoro il Governo ha dato 80 euro a 10 milioni di italiani”, ha rimarcato Renzi mostrando un cauto ottimismo sulle prospettive economiche rimarcando i primi dati positivi arrivati ultimamente (il premier ha citato i 74mila posti di lavoro in più registrati nel mese di marzo). Guardando poi a esempi vicino a noi, Renzi ha rimarcato come la Spagna sia già crescendo grazie anche al fatto di avere apportato la riforma del mercato del lavoro in anticipo rispetto all’Italia. 
Dal leader del Pd, intervistato da Radio24 mattina, arrivano anche indicazioni circa le future mosse dell’esecutivo per dare ulteriore stimolo alla ripresa. “Non siamo riusciti a mettere nel decreto Irpef anche incapienti, partite Iva e pensionati – ha rimarcato il premier – ma riusciremo a farlo con la legge di stabilità il prossimo autunno” in modo da rendere effettivi gli sgravi fiscali per queste categorie a partire dal 2015. 
 
Ferma la difesa del Bonus Ipef dopo gli attacchi delle ultime settimane circa l’entità della misura. “Ho sentito Berlusconi e Grillo e Piero Pelù dire che 80 euro sono niente, forse per chi guadagna molti soldi, per me sono misura di immediato impatto”, ha sottolineato l’ex sindaco di Firenze.