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Renault: in arrivo un dieselgate in salsa francese?

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Tonfo del titolo Renault sulla Borsa di Parigi. Al momento il titolo della casa automobilistica francese cede il 17,92% passando di mano a 71,13 euro in scia delle perquisizioni della polizia francese in alcune sedi del gruppo. Gli inquirenti punterebbero ad accertare la presenza nei motori di software per frodare i controlli sulle emissioni, in linea con quanto successo nel dieselgate che ha visto coinvolta la tedesca Volkswagen.

Pronta la replica della società. “Dopo le vicende che hanno visto coinvolta la statunitense EPA […]il governo francese ha istituito una Commissione tecnica indipendente, la Royal Commission, per garantire che i produttori francesi non abbiano dotato i loro veicoli di software equivalenti”. In questo contesto, la Commissione “sta attualmente testando 100 veicoli in circolazione, tra cui 25 veicoli Renault”. A fine dicembre, la Commissione aveva testato 11 veicoli (di cui 4 Renault) senza rilevare la presenza del software incriminato.

“La Direzione Generale che si occupa di reprimere le frodi ha deciso di condurre ulteriori indagini […] per convalidare definitivamente la prima analisi effettuata dalla Commissione tecnica indipendente”. Le indagini sono state condotte nel centro tecnico di Lardy e in quello di Guyancourt. Dopo lo scoppio dello scandalo Volkswagen, Renault ha annunciato di voler investire 50 milioni di euro per ridurre il gap tra i livelli di emissione effettivi delle sue auto e quelli registrati durante i test.

L’affaire Renault sta penalizzando tutto il comparto auto e in particolare Fiat Chrysler Automobiles che arretra del 7,8% a 6,85 euro. Sul titolo del gruppo guidato da Sergio Marchionne pesano anche altri due macigni: l’indiscrezione di Automotive News secondo cui concessionari americani avrebbero denunciato FCA accusandola di aver offerto denaro per riportare dati sulle vendite falsi, e le attese sulle vendite di auto in Russia nel 2015, che stando alle stime potrebbero essere scese fino al 47%.