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Regno Unito: Theresa May choc, annuncia elezioni anticipate l’8 giugno. Caos sui mercati

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Che un grande annuncio fosse nell’aria, era evidente già verso la fine della mattinata, quando la premier britannica Theresa May aveva annunciato che avrebbe tenuto un discorso a sorpresa dal suo ufficio di Downing Street. Le indiscrezioni si erano successivamente accavallate, provocando un forte nervosismo sui mercati, con i tassi sui bond UK decennali che erano scesi al minimo dalla metà di ottobre e la sterlina sotto pressione, nell’attesa. Reuters aveva poi riportato le indiscrezioni di BBC, secondo cui May avrebbe annunciato il desiderio di indire elezioni anticipate nel Regno Unito l’8 giugno. E la conferma è infine arrivata con il discorso della premier, che ha lasciato di stucco i mercati e il mondo intero.

Non la sterlina che, dopo le iniziali oscillazioni, si è rafforzata testando il valore più alto degli ultimi due mesi e mezzo, oltre $1,26, volando sull’euro a 84,38 pence, livello maggiore in otto settimane.

Il caos sui mercati è confermato tuttavia da alcuni parametri, come l’indice che misura la volatilità implicita del rapporto sterlina-dollaro, che balza all’8,67%, al record dallo scorso 30 marzo, e quello che monitora la volatilità sull’azionario europeo, che testa il massimo dell’anno, salendo di 6,3 punti a 23,58 punti.

La borsa di Londra peggiora, con una perdita -1,55% circa.

May ha spiegato che il suo governo dispone di piano efficace per trattare con l’Unione europea riguardo ai termini del divorzio da Bruxelles, nei due anni di trattative da qui al 2019 – iniziati con l’attivazione dell’Articolo 50 del Trattato di Lisbona – necessari per concretizzare la Brexit, ovvero l’addio del paese dal blocco che i cittadini hanno deciso lo scorso anno, con il referendum del 23 giugno del 2016.

Ma la premier ha anche detto che fondamentale è l’unità di Westminster, lacerata invece da divisioni e dispute interne. Questo il suo discorso:

“Ho appena presieduto a una riunione del Gabinetto, dove abbiamo raggiunto un accordo sulla necessità, da parte del governo, di indire elezioni generali il prossimo 8 giugno. Voglio spiegare le ragioni di questa decisione, cosa accadrà dopo e la scelta che il popolo britannico sarà chiamato a fare nel voto di queste elezioni. La scorsa estate, dopo aver votato per lasciare l’Unione europea, il Regno Unito aveva bisogno di certezza, stabilità e di una forte leadership“. Tali bisogni sono “stati soddisfatti in modo preciso, quando io sono diventata primo ministro. Nonostante le previsioni su un imminente pericolo finanziario ed economico, ci troviamo in una situazione in cui, dal referendum (dello scorso anno), la fiducia dei consumatori rimane elevata, il numero degli occupati è a livelli record, e la crescita economica  è superiore a tutte le attese”.

Continuando, May ha affermato:

“Il Regno Unito sta lasciando l’Unione europea e non ci sarà nessun passo indietro. Mentre guardiamo al futuro, il Governo dispone di un piano giusto per trattare riguardo alla nuova relazione che avremo con l’Europa. Desideriamo una partnership speciale e profonda tra una Unione europea forte e di successo e un Regno Unito che sia libero di decidere la via che desidera percorrere nel mondo. Ciò significa che riprenderemo il controllo della nostra moneta, delle nostre leggi e dei nostri confini, e che saremo liberi di concludere accordi commerciali con i nostri vecchi amici e con nuovi partner, in tutto il mondo. Questo è un approccio giusto, e questo è nell’interesse nazionale. Ma altri partiti politici si oppongono a ciò. In questo momento di enorme significato per la nazione, ci dovrebbe essere unità a Westminster, e invece c’è divisione. Il paese si sta raccogliendo, ma non Westminster. Nelle ultime settimane, il Labour ha minacciato di votare contro l’accordo che raggiungeremo con l’Unione europea. I democratici liberali hanno detto che vogliono portare a un punto morto il lavoro del governo. Il Partito scozzese nazionale ha minacciato di votare contro la legge che formalmente ritira l’appartenza del Regno Unito all’Unione europea. E membri non eletti della Camera dei Lord hanno promesso di combattere contro di noi in tutto e in ogni modo. I nostri oppositori ritengono che, dal momento che la maggioranza di governo è così bassa, la nostra determinazione finirà con l’essere indebolita e che alla fine loro riusciranno a costringerci a cambiare il corso delle cose. Ma si sbagliano, e sottovalutano la determinazione che abbiamo nell’ultimare il nostro lavoro. Non sono pronta a permettere loro di mettere a rischio la sicurezza di milioni di lavoratori del paese”.

A proposito di oppositori, poco fa è arrivato il comunicato del numero uno dei laburisti, Jeremy Corbyn:

“Accolgo la decisione della premier di dare al popolo britannico la possibilità di votare per un governo che metta gli interessi della maggioranza al primo posto. I Labour offriranno al paese una alternativa efficace rispetto a un governo che ha fallito nel riuscire a rilanciare l’economia, che ha provocato il calo del tenore di vita e che ha dato il via a tagli dannosi alle nostre scuole e al nostro sistema sanitario”.

Sullo sfondo, il motivo per cui la sterlina si rafforza è la convinzione nella City che le elezioni generali rafforzeranno probabilmente la posizione di May nelle trattative con la Brexit, nel caso in cui dovessero tradursi in una maggioranza più compatta dei conservatori al Parlamento.  Gli ultimi sondaggi condotti da Electoral Calculus riportati dal Guardian danno ai Tories una maggioranza alla Camera dei Comuni di 112 seggi. Un altro sondaggio di ComRes per il Sunday Mirror e l’Independent ha poi messo in evidenza un vantaggio dei Tories di ben +21% rispetto ai laburisti.