1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Rating ›› 

Regno Unito: S&P’s taglia l’outlook a negativo, confermata la tripla A

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Standard & Poor’s Ratings Services ha annunciato di aver rivisto l’outlook sulla tripla A del Regno Unito da “stabile” a “negativo”. “La revisione dell’outlook -si legge nella nota preparata da S&P’s- implica che entro due anni potremmo ridurre il merito di credito del Regno Unito se le performance a livello fiscale dovessero registrare un indebolimento maggiore delle attese”.

Secondo l’agenzia “questo potrebbe accadere nel caso in cui la ripresa dell’economia dovesse ritardare (o risultare inferiore alle stime) o se il processo di consolidamento dei conti registrasse un indebolimento”.

L’agenzia stima che il rapporto tra indebitamento e Prodotto interno lordo continuerà a crescere anche nel 2015. In precedenza S&P’s aveva stimato una stabilizzazione già a partire dal 2014. “Se la ripresa dell’economia dovesse risultare inferiore alle nostre stime, l’indebitamento salirà dall’85% del 2012 al 100% del Pil”.

“I fattori che hanno rallentato la crescita negli ultimi anni continueranno a penalizzare l’andamento dell’economia anche nel breve periodo”. In particolare S&P’s cita le misure di consolidamento e la debolezza dei consumi, “penalizzati dalla lentezza della crescita delle retribuzioni”. Indicazioni positive arrivano invece dalla politica monetaria fortemente espansiva della Bank of England, “che dovrebbe contribuire a tener basso il costo per indebitarsi e spingere al ribasso la valuta”.

In queste condizioni, la crescita del Pil reale, dopo il -0,3% del 2012, è stimata all’1,6% tra il 2013 e il 2015. Il deficit/Pil al 2015 è invece atteso al 4,6%, al di sopra del 4,2% stimato dall’Office for Budget Responsibility poiché “la nostra view si basa su una stima meno ottimistica dell’andamento dell’economia rispetto all’Obr”.

“Nel complesso, riteniamo che l’economia britannica continuerà a beneficiare della sua ricchezza e diversificazione, dei vantaggi legati alla sterlina, dell’adattabilità in ambito fiscale e monetario e di un contesto lavorativo e produttivo flessibile”.