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Regno Unito: pound tonico in attesa della decisione della Corte suprema

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Domani sarà una giornata campale per il Regno Unito. Alle 10:30 la Corte suprema si pronuncerà sull’appello del governo contro la sentenza dell’Alta corte che ha sancito l’obbligo di consultare il Parlamento per attivare la Brexit.

In vista di un possibile passaggio parlamentare, qualche giorno fa il premier britannico Theresa May ha ostentato tranquillità: “il parlamento ha votato per indire il referendum, per iniziare i negoziati sulla Brexit e sono certa che voterà anche per realizzare la volontà popolare di uscire dalla UE”.

In perfetto “buy the rumor, sell the news”, la scorsa settimana la prospettiva delineata dalla May di una “Hard Brexit” è stata accolta con una risalita del pound che ha chiuso l’ottava a 1,2446 registrando un guadagno settimanale di oltre tre punti percentuali.

“Nonostante siamo dell’avviso che il governo perderà l’appello, la portata di questa decisione è diminuita nell’ultimo mese dopo la risoluzione parlamentare a sostegno dell’attivazione dell’articolo 50 nel primo trimestre”, si legge in un report di BNP Paribas.

“Continuiamo a ritenere che il pound sia scambiato a livelli che scontano lo scenario peggiore per commerci e flussi di capitale e quindi ci attendiamo che gli investitori di lungo termine acquistino il gbpusd sotto 1,2”. Una view rialzista è supportata anche dalla forza delle ultime indicazioni macro che potrebbero, forse prima di quanto ci si aspetti, favorire il processo di normalizzazione della politica monetaria.

Al momento il cross passa di mano a 1,2450, lo 0,61% in più rispetto al dato precedente. Per Chris Beauchamp di IG, il superamento dell’area di 1,2477 dollari, potrebbe spingere il cambio verso 1,2550 “con target più consistenti di lungo termine a 1,2688 ed anche oltre”.  Per l’esperto, eventuali ritracciamenti potrebbero essere sfruttati per acquistare “e quindi fasi di debolezza a 1,24 o anche 1,2350 potrebbero far scattare nuovi spunti rialzisti”.