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Regno Unito: congelati rimborsi per tre fondi immobiliari, si teme un effetto domino

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Tre dei maggiori fondi del real estate britannico, M&G Investments, Aviva Investors e Standard Life Investments, hanno congelato i rimborsi ai risparmiatori. La decisione è stata presa a causa della mancanza di liquidità a seguito dell’impennata di riscatti innescata dalla decisione di lasciare l’Unione europea. Gli asset congelati ammontano a 9,1 miliardi di sterline (2,9 miliardi Standard Life, 1,8 miliardi Aviva, 4,4 miliardi M&G), oltre un terzo rispetto ai 24,5 miliardi allocati nel comparto (fonte Investment Association). In comune i tre fondi hanno le proprietà di tipo commerciale (uffici e
negozi) e la localizzazione di questi nell’area londinese.

Nel suo ultimo report, la Bank of England ha rilevato che iniziano a materializzarsi i rischi illustrati nell’analisi che ha preceduto il voto. “Rileviamo segnali che alcuni rischi stanno iniziando a materializzarsi. L’attuale outlook sulla stabilità finanziaria è a rischio”, riporta la nota emessa a seguito del meeting del Comitato di Politica Finanziaria.

Nel caso dell’immobiliare commerciale, particolarmente colpito da un eventuale ridimensionamento del settore finanziario, i dati della BoE evidenziano che nei primi tre mesi mesi dell’anno gli investimenti provenienti dall’estero sono scesi di quasi il 50% rispetto ai tre mesi precedenti. A rendere più instabile la situazione c’è il deprezzamento della sterlina, ai minimi da 31 anni nel cambio con il dollaro, e l’ampio ricorso alla leva finanziaria da parte dei fondi.

“L’effetto domino sta scattando sull’immobiliare commerciale britannico”, ha detto Laith Khalaf, analista senior di Hargreaves Lansdown. “Il problema è rappresentato dal fatto che i fondi necessitano di tempo per vendere le gli immobili commerciali e rimborsare gli investitori e i buffer di cassa costituiti dalle società sono già stati erosi”. Prima del referendum, il “cuscinetto” di cassa di M&G ammontava al 7,7% del totale mentre nel caso dei fondi di Aviva e Standard Life i dati si attestavano al 9,3 e al 13,1 per cento.

“I riscatti degli investitori sono decisamente cresciuti a causa dell’elevata dose di incertezza per l’immobiliare commerciale dopo il risultato del referendum sulla permanenza nell’Unione europea”, riporta una nota di M&G. I riscatti, continua il comunicato, “hanno raggiunto un punto che ci porta a pensare che, per meglio proteggere gli interessi degli azionisti del fondo, è necessaria una sospensione temporanea”. Per gli analisti il comparto potrebbe registrare un calo di 20 punti percentuali nei prossimi tre anni, circa la metà rispetto al -40% registrato nel corso della crisi finanziaria.

È proprio quanto successo nel 2008 a preoccupare gli investitori. “Il problema non è marginale e non può essere trascurato alla luce dell’esperienza del 2008”, evidenzia Vincenzo Longo di IG. “A marzo di quell’anno diversi fondi immobiliari Usa sospesero la liquidazione per i riscatti massicci” e “solo dopo 3 mesi è scoppiata la crisi immobiliare più importante di sempre”. “Probabilmente il Regno Unito non ha le dimensioni tali da riproporre quegli effetti, ma certamente potrebbe essere un canale di trasmissione importante per una crisi che tende a porre al centro dell’attenzione comunque le banche”.