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Referendum Catalogna: 9 miliardi di depositi in fuga, correntisti scappano da queste banche

I clienti continuano ad aprire nuovi conti in altre regioni della Spagna, al fine di proteggere i loro risparmi. Mentre sta per scadere l’ultimatum di Madrid.

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Corsa agli sportelli con conseguente fuga dai depositi versati nelle banche della Catalogna.

L’incertezza politica è tale che, stando a quanto riporta El Confidencial, l’emorragia che ha colpito i depositi di CaixaBank e Banco Sabadell nella settimana successiva al referendum avrebbe un valore di 9 miliardi di euro. 

In particolare, CaixaBank avrebbe assistito a una fuga dei depositi per 6 miliardi di euro, mentre tre miliardi di euro di depositi avrebbero lasciato Banco Sabadell. In realtà CaixaBank, che è stata contattata da El Confidential, ha sottolineato che la cifra non è del tutto corretta.

No comment, invece, da Banco Sabadell. Proprio riguardo a Banco Sabadell, Reuters riporta in via esclusiva che la banca starebbe valutando l’opzione di trasferire alcuni dei suoi top dirigenti dalla Catalogna a Madrid. Si tratterebbe “del primo segnale di come l’esodo di breve termine che gli istituti hanno avviato a seguito del referendum potrebbe diventare più permanente“.

Una fonte sentita da Reuters rivela che, per la prima volta da quando Banco Sabadell, quinta banca spagnola, è stata fondata nella città omonima vicino a Barcellona, nel 1881, il cda si riunirà ad Alicante, a 500 km di distanza. La presentazione dei risultati trimestrali dell’istituto avverrà a Madrid il giorno dopo.

Il trasferimento a Madrid dovrebbe riguardare un numero limitato di manager, dunque una minima parte dei 26.000 dipendenti di Sabadell. Tuttavia, una decisione del genere metterebbe ancora più in difficoltà il governo catalano, che ha assicurato che l’esodo delle aziende in corso ha una natura solo temporanea.

Tra le banche spagnole, Caixabank, Sabadell e BBVA sono quelle maggiormente esposte alla Catalogna: un terzo dei loro depositi totali arriva infatti dalla regione, e i timori degli investitori hanno portato i corsi azionari degli istituti a fare peggio rispetto alle rivali spagnole ed europee.

I clienti delle banche non sono affatto tranquilli: anche se una Catalogna indipendente continuasse a utilizzare l’euro, le sue banche non sarebbero più sottoposte alla vigilanza della Banca centrale europea, il cui schema di assicurazione sui depositi protegge i correntisti in tutta l’Eurozona. Motivo per cui, all’inizio di ottobre e a seguito del referendum, Caixabank e Sabadell hanno trasferito le loro sedi legali, rispettivamente a Valencia e Alicante.

I clienti continuano comunque ad aprire nuovi conti in banche di altre regioni della Spagna, al fine di proteggere i loro risparmi.

E tutto ciò accade mentre Madrid torna a ricordare a Barcellona l’ultimatum che scade domani, giovedì 19 ottobre: oggi la vicepremier Soraya Saenz de Santamaria ha avvertito che, se entro domani non rinuncerà alla dichiarazione di indipendenza, il presidente catalano Carles Puigdemont “provocherà l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione”. Ovvero: la Catalogna sarà commissariata.