Refco, un nuovo scandalo scuote Wall Street

Inviato da Redazione il Gio, 20/10/2005 - 10:16
Lo scandalo e la frode hanno fatto un inaspettato ritorno da protagonisti nelle cronache imprenditoriali e borsistiche dei media Usa. Questa volta la reazione è stata immediata e, al momento, i timori dei mercati si sono concentrati sugli scenari disegnati dalle aspettative inflazionistiche e dai nuovi risultati trimestrali delle aziende.

La nuova crisi è stata provocata da Refco - una delle più importanti società nell'ambito dell'intermediazione di materie prime e future, e una delle corporate più attive all'interno dei mercati dei future di Chicago, New York, Londra e Singapore. Lo scorso 10 ottobre l'entità ha rilevato che il suo amministratore delegato (Philipp Bennett) è riuscito a nascondere nei meandri dei libri contabili - e fuori dal controllo degli auditors - ben 430 milioni di dollari dovuti dal manager alla società. Bennett è stato arrestato con l'accusa di frode ( accusa che può determinare condanne fino a 20 anni di reclusione) e sostituito nella sua carica. Attualmente, Bennett è un uomo libero grazie al versamento di una cauzione di 50 milioni di dollari.

I vertici della società hanno dichiarato che per scoprire la verità sullo scandalo dovranno essere analizzati tutti i documenti contabili emessi dal 2002 ( anno in cui i risparmiatori Usa furono costretti a fare i conti con i casi Enron e WorldCom) ad oggi. In soli otto giorni, i titoli Refco hanno perso il 96%. Il mercato Usa non è stato coinvolto nel crollo dei titoli Refco, e le conseguenze collaterali sono state assorbite in un lasso di tempo molto breve. Martedì 18 ottobre i responsabili della Piazza di New York hanno annunciato che le azioni Refco non saranno più quotate sul listino non appena i vertici della società avranno provveduto alla formalizzazione del default di alcuni business (incluso quello curato dalla Refco Capital Markets). Quest'ultimo fa capo al non regolamentato business dei derivati fuori mercato, che è stato temporaneamente chiuso il giorno 13 a causa della mancanza di liquidità. Secondo i dati diffusi dal Wall Street Journal, i clienti hanno ritirato investimenti per un ammontare corrispondente a 850 milioni di Usd. Il default - con 48.800 milioni di attivi e 48.600 di passività - è stato il più grande del 2005 (superando anche i casi Delta e Delphi).

Lunedì scorso, la parte di business regolata dalla Securities and Exchange Commission e dalla commissione di Mercato dei Future, è stata richiesta dalla società di venture capital JC Flowers ( società controllata dalla banca d'affari Goldman Sachs) per 768 milioni di dollari. All'operazione di acquisto - che deve essere approvata dai giudici federali - è interessato anche un fondo pubblico di Dubai. La Jc Flowers ha dimostrato la sua disponibilità all'acquisto - in tempi successivi- delle filiali non comprese nel core businesss.

Il ritmo vertiginoso che sta caratterizzando le trattative in corso non ha impedito a molti analisti di domandarsi come è stato possibile farsi 'scappare dalle mani' il caso Refco dopo aver approvato una normativa severa (la Sarbanes Oxley) proprio per contrastare i casi di frode contabile. La Sarbanes Oxley, definita una legge dura per rispondere al meglio ai casi di frode, non ha impedito a Refco di portare a termine una trionfale quotazione in Borsa (curata da Goldman Sachs, Csfb e Bank of America) appena due mesi prima della scoperta delle frodi. Grant Thornton, l'auditor che ha curato l'operazione, ha affermato di essere stato abilmente ingannato.


La maggior parte delle società attive nel business dell'intermediazione finanziaria ha già trasferito il proprio business presso altri intermediari, e il mercato ha digerito prontamente questo nuovo scandalo. Tuttavia, il caso Refco ha evidenziato che la deregulation di un settore comporta un innalzamento dei rischi di frode. Refco capital Markets, la filiale non regolamentata né vigilata della società, ha rappresentato il luogo ideale per compiere la frode contabile realizzata da Bennett. I problemi futuri potranno essere evitati solo apportando le opportune modifiche alla Sarbanes Oxley, tese a regolamentare anche il business dei derivati. Ma l'impresa appare molto ardua. Il Wall Strett Journal ha ricordato che la lobby contraria alla supervisione delle attività degli intermediari che si occupano dei future, è capeggiata da un certo Alan Greenspan, difensore al oltranza della deregulation in alcune nicchie di mercato. Secondo Greenspan, le istituzioni finanziarie sofisticate si auto- proteggerebbero dalle frodi. A cura di www.fondionline.it
COMMENTA LA NOTIZIA