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Redditi: 600 euro al mese in più a famiglia con crescita uguale a Germania e Francia

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Il difetto di crescita dell’Italia rispetto a Germania e Francia ha comportato in questi anni una perdita progressiva di potere reddituale della famiglia italiana. Se il Belpaese fosse cresciuto dal 2001 in avanti quanto la Germania o la Francia le famiglie disporrebbero di 7.000 euro annui in più, circa 600 euro mensili. Somma anni luce superiore ai 10 euro mensili medi in più che garantirebbe il taglio del cuneo fiscale previsto dalla prima versione della legge di Stabilità.
A questo lampante riscontro è pervenuto l’Ufficio Studio di Confcommercio confrontando il Pil a prezzi correnti osservato e quello risultante da una crescita reale 2001-2014 pari a quella francese e a quella tedesca, con il gap a livello di crescita che per l’Italia si è decisamente acuito dal 2007 in avanti.
Nel Rapporto sulle Economie Territoriali e il Terziario di Mercato pubblicato da Confcommercio emerge che se l’Italia avesse avuto la medesima crescita della Germania dal 2001 in avanti oggi si disporrebbe di 4.400 euro di prodotto interno lordo in più a testa, inclusi neonati e ultracentenari. Ragionando in termini di media della famiglia, ogni nucleo disporrebbe di 10.800 euro aggiuntivi di Pil l’anno. In termini di reddito disponibile si tratta di circa 7.000 euro, praticamente 600 euro al mese in più per ciascuno dei 25 milioni di nuclei familiari italiani.
“Questi banali calcoli che taluno potrebbe maliziosamente rapportare ai benefici promessi con il taglio del cuneo fiscale (meno di 10 euro mensili e soltanto per 16 milioni di beneficiari) – sottolinea il rapporto Confcommercio – indicano la gravità delle implicazioni della bassa crescita”.
Il debito sarebbe solo al 112% del Pil
A livello di conti pubblici gli effetti sarebbero anche in questo caso lampanti: con  analoga crescita reale di quella tedesca/francese oggi avremmo un rapporto debito/Pil attorno al 112% e non abbondantemente sopra al 130%.
Sempre l’Ufficio Studi di Confcommercio guarda con non troppo ottimismo alle prospettive di crescita per il 2014 dando una sforbiciata alle stime di crescita. L’associazione dei commercianti ora vede il Pil 2014 espandersi solo dello 0,3% rispetto al +0,5% indicato in precedenza. I consumi sono previsti in contrazione dello 0,2%. Dal picco pre-crisi del 2007 Pil e consumi risulteranno ridotti nel 2014 rispettivamente del 10,7% e del 10,2%.