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Recessione tecnica anche per la locomotiva d’Europa

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Anche la Germania entra in recessione. E’ questo il responso dei dati diffusi questa mattina dall’Ufficio federale di statistica. Il Pil tedesco del terzo trimestre si è infatti contratto dello 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti. Il dato fa il paio con il -0,4% del secondo trimestre (rivisto da -0,5%) e spalanca anche per la maggiore economia europea le porte della recessione tecnica, quella che scatta nel caso si registrino almeno due trimestri di crescita negativa, una circostanza che si era verificata l’ultima volta nel 1996. Anno su anno la crescita resta comunque positiva e pari allo 0,8% se rettificata per gli effettivi giorni lavorativi.


Sul dato del trimestre, nettamente peggiore delle attese degli analisti, che stimavano una contrazione dello 0,2%, ha inciso in maniera particolare una flessione delle esportazioni, segno evidente della maggiore domanda globale. Solo il 40% dell’export tedesco è infatti rivolto agli altri Paesi membri dell’Unione Europea. Segnali confortanti invece dai consumi interni, che hanno mostrato una variazione positiva. 

Sempre oggi sono arrivate altre indicazioni poco rassicuranti per l’economia di quella che viene definita la locomotiva d’Europa. Siemens, la maggiore conglomerata del Vecchio continente, ha infatti reso noti risultati trimestrali inferiori alle attese, avvertendo che taglierà più di 16mila posti di lavoro da qui al 2010. Il ceo Peter Loescher ha definito ora “più ambiziosi” gli obiettivi di utile per il prossimo anno.