La recessione non ferma i Paperoni, i super ricchi italiani tornano sopra quota 200 mila

Inviato da Luca Fiore il Mer, 18/06/2014 - 19:36

Recessione? No grazie. Nonostante un'economia che se va bene non arretra, i Paperoni del Belpaese non se la passano male. Anzi. Nel corso del 2013, secondo le indicazioni emerse dal "'World Wealth Report 2014" preparato da Capgemini e Rbc Wealth Management, in Italia gli individui "ad alto patrimonio netto" (Hnwi, High net worth individual, chi ha una capacità di investimento di almeno 1 milione di dollari escludendo residenza principale, collezioni, consumabili e beni di consumo durevoli) sono cresciuti del 15,6% annuo superando quota 200 mila (203.200).

Scudo fiscale e incremento del valore azionario sono i motori di crescita che confermano l'Italia al decimo posto della classifica mondiale e gli permettono di tornare nei pressi dei livelli fatti segnare nel 2007, quando i super ricchi erano 208 mila. Il dato è tanto più degno di nota se confrontato con il +12% europeo e con quello globale che ha evidenziato un incremento del 15% (+1,76 milioni), la crescita maggiore dal 2000 (seconda solamente al +17% del rimbalzo post-crisi del 2009). Secondo il report la ricchezza investibile degli "Hnwi" nel 2013 è cresciuta del 14% raggiungendo il record di 52.620 miliardi di dollari.

A livello globale si assiste a un testa a testa Nord America-Asia Pacifico, ormai divisi da meno di 10 mila ricchi. Gli "Hnwi" nordamericani sono cresciuti del 16% a 4,33 milioni mentre quelli orientali hanno evidenziato un +17% a 4,32 milioni.

"Nel complesso il 2013 è stato un altro ottimo anno per il mercato High Net Worth grazie a mercati azionari vivaci e al miglioramento dell'economia che hanno contribuito a una crescita a due cifre sia nella popolazione che nei livelli di ricchezza", ha dichiarato M. George Lewis, Group Head di Rbc Wealth Management & Rbc Insurance. "Guardando alle tendenze di crescita a lungo termine, quasi il 40% del livello attuale di patrimoni Hnwi è stato creato solamente negli ultimi cinque anni".

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