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Ignazio Angeloni (Bce): ‘recessione Italia largamente auto indotta. Spread salito per scelte politica economica’

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La recessione tecnica che ha colpito l’Italia è “una recessione largamente auto indotta, che segue alcune scelte di politica economica che hanno portato un aumento dello spread pesando sulla fiducia”. Ignazio Angeloni, esponente del consiglio di Vigilanza della Bce, non ha concesso sconti al governo M5S-Lega e alla responsabilità che avrebbe nell’aver innescato la febbre dello spread.

Tra l’altro, la recessione che ha colpito il paese – l’Italia, fa notare, è l’unica a fare i conti con un’economia in fase di contrazione – è uno dei fattori che hanno contribuito a determinare la “netta flessione e rallentamento della crescita nell’Eurozona”.

In questa situazione, “gli operatori finanziari si devono preparare a situazioni più incerte, mentre è essenziale che le banche continuino nel loro processo di risanamento e consolidamento dei bilanci”.

Ignazio Angeloni ha parlato in occasione di un convegno che è stato organizzato a Roma da Itinerari previdenziali.

“Il momento economico e finanziario è molto delicato, ognuno usi i suoi spazi con molta attenzione. La Bce fa la sua parte. La politica di Bilancio può intervenire in alcuni Paesi, dove ci sono margini, negli altri serve più efficienza”.

In generale, “pesano la guerra commerciale, la Brexit con notizie negative e nessuno sa bene come andare avanti. Questi fattori – ha aggiunto – incidono profondamente sulle aspettative. Importantissimo poi il settore dell’auto in Germania, che fa un terzo dell’industria del Paese. Vivo in Germania e ho visto il settore bloccato per circa 9 mesi, con un impatto anche sull’Italia, dato che la componentistica arriva in buona parte dall’Italia”.

Eppure, in tutto questo, “paradossalmente un barlume positivo c’è ed è sulle banche”. Questo dato di fatto è paradossale, sottolinea Ignazio Angeloni, perchè proprio il settore bancario è stato considerato fattore di rischio negli ultimi anni.

Ora, invece, “se guardiamo nel sistema nel suo complesso, in Europa e in Italia, i miglioramenti sono notevoli; nel grado di solidità, se si guarda alla capitalizzazione, la solvibilità è fortemente migliorata, la qualità degli attivi è migliorata enormemente e in Italia ancora di più che nella media europea“.

A tal proposito, lo smobilizzo dei crediti deteriorati che è stato effettuato dagli istituti di credito italiani è senza precedenti:

“E tutto questo in larga parte, anche se non solo, grazie alla presenza di una vigilanza Europa, più pervasiva. Questo è il risultato di 5 anni che, naturalmente con la collaborazione delle autorità nazionali, sono stati una svolta”. Detto questo, “l’Unione bancaria non è completa“, ha continuato l’esponente della Vigilanza Bce, aggiungendo che “manca una ruota e mezza”.

Angeloni ha affrontato a margine del convegno anche la questione, più che mai attuale, soprattutto dopo le novità delle ultime ore, della Brexit, in particolare lo spauracchio di un no-deal Brexit. Il funzionario ha rassicurato sul fatto che la Banca centrale europea si è preparata ad affrontare la Brexit e che al momento sta “lavorando con le autorità inglesi in modo da assorbire gli impatti” del divorzio del Regno Unito dal blocco europeo:

“A livello di Vigilanza stiamo lavorando a un Memorandum of understanding su come regolare la questione delle filiali sia in entrata, sia in uscita“, ha precisato. Sicuramente, “quella in cui si sono messi gli inglesi è una situazione molto difficile”.

Ignazio Angeloni ha parlato anche di politica monetaria, facendo riferimento al doppio annuncio della Bce, in occasione della recente riunione del Consiglio direttivo, dello scorso 7 marzo.

Riguardo al lancio dei TLTRO, ha spiegato, “ci sono elementi non ancora completamente definiti, perché da qui a settembre si cercherà di disegnarli nella maniera più efficace possibile per favorire l’effetto espansivo dell’intervento”.

In ogni caso, oltre alle decisioni annunciate la scorsa settimana,
“la Bce è pronta a reagire con ulteriori interventi, qualora ce ne fosse la necessità”.

Inoltre, “ci si attende che la politica di Bilancio diventi più espansiva, naturalmente nei Paesi che hanno lo spazio per farlo, quelli con i conti in ordine”.

“Nei Paesi senza margini di Bilancio bisogna intervenire più sulla qualità della spesa, facendo sempre attenzione ai saldi complessivi”. Nel caso dell’Italia, “la politica espansiva significa ridurre lo spread”, al fine di sostenere l’economia reale, imprese e famiglie, a rifinanziarsi a costi più accessibili.