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Realizzi sulle Borse europee sotto una raffica di trimestrali. A Milano brilla Fondiaria Sai

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Avvio debole per le Borse europee. Londra cede lo 0,29% imitata da Parigi (-0,28%). Francoforte limita il calo allo 0,05%. A Milano il Ftse Mib perde invece lo 0,9% a 22.479 punti. Dopo la corsa registrata a gennaio e inizio febbraio, sui listini continentali gli investitori hanno iniziato a prendere profitto. La tendenza, ad ogni modo, almeno a detta dei trader, resta positiva. Gli investitori oggi seguono la pubblicazione delle trimestrali, mentre sul fronte macro la giornata è abbastanza povera di dati. Oltreoceano, comunque, verranno annunciate le tradizionali richieste settimanali alla disoccupazione.

 

In mattinata invece si guarderà al bollettino mensile della Banca centrale europea e alla decisione sui tassi della Banca d’Inghilterra. Mentre sul mercato primario l’attenzione sarà concentrata sull’asta dei Bot Made in Italy: ne verranno offerti 7,5 miliardi sulla scadenza 12 mesi su 7,7 miliardi in scadenza. In asta non andrà invece il Bot trimestrale. Sempre restando nel Belpaese oggi l’Istat comunicherà il dato sulla produzione industriale di dicembre che consentirà di tirare le somme sull’intero 2010. L’attesa prevalente tra gli analisti interpellati dall’agenzia Reuters è di un modesto progresso dello 0,2% su mese per una variazione annua corretta per il calendario del 5,4%.

 

A Piazza Affari vanno giù le banche sotto il peso dei conti del Credit Suisse. L’anno scorso la banca svizzera ha accusato una flessione del 24% dell’utile netto a 5,1 miliardi di franchi svizzeri (3,9 miliardi di euro) e del 6% dell’utile ante imposte a 3,4 miliardi di franchi. Malgrado la flessione il direttore finanziario, David Mathers, ha definito solida la performance 2010. La banca elvetica intende comunque ridurre il dividendo 2010 del 35% a 1,30 franchi per azione, ma ha garantito che lo aumenterà gradualmente. Il ceo Brady W. Dugan ha indicato che nel 2010 si sono concretizzate le nuove normative. Abbiamo adeguato di conseguenza alcuni dei nostri obiettivi finanziari e puntiamo adesso a un rendimento sul capitale proprio superiore al 15% (in precedenza era il 18%, nel 2010 si è collocato al 14,4% dal 18,3% del 2009 ndr) e a un tasso di crescita dei nuovi capitali netti di oltre il 6%. Alla Borsa di Zurigo, in avvio, i titoli Credit Suisse cedono circa il 2,4%. Mentre a Milano Unicredit registra un ribasso dello 0,59%, Ubi dello 0,6% e Intesa Sanpaolo dello 0,7%. Se Bpm cede lo 0,4%, Mps perde lo 0,53% e Banco Popolare lo 0,8%.

 

Gettonate le Lottomatica (+0,8%) che beneficiano della promozione di Citigroup. Il broker americano ha alzato questa mattina il rating a hold in quanto non è più interessante a suo avviso mantenere una posizione sell sul titolo nel breve termine. Anche Snam Rete Gas è premiata con un balzo in avanti del 2,5% nel giorno della diffusione dei conti del 2010, archiviati con un utile di 1,1 miliardi. Il cda ha proposto una cedola di 0,23 euro per azione, livello superiore alle attese del mercato. Tra le prime fila del Ftse Mib si trova anche Fondiaria Sai. A scaldare il mercato è la speculazione. A inizio febbraio si è tenuto un incontro tra gli analisti finanziari e la società. L’occasione sarebbe stata sfruttata dalla compagnia assicurativa per fare il punto sui target 2011. FonSai si aspetta di riportare un utile netto di 55 mln di euro. 

 

Tra le società a minore capitalizzazione volano del 9% le Aeffe, che ancora beneficiano dei numeri sulle vendite del 2010 pubblicati nei giorni scorsi. Sono richieste le Zucchi (+4,2%), con il mercato che si interroga sul futuro della società e soprattutto sul futuro assetto azionario, con l’eventualità che entrino nuovi soci. Da seguire la As Roma. Una squadra competitiva in Champions League per i prossimi cinque anni è l’obiettivo contenuto nel piano del gruppo statunitense DiBenedetto, la cui offerta per rilevare l’As Roma è ancora in fase di negoziazione. Lo rivela Il Messaggero precisando però che, oltre all’obiettivo dichiarato, non si fa alcun cenno a giocatori da acquistare o al futuro allenatore. C’è inoltre un obiettivo in termini di fatturato: passare dagli attuali 130 milioni a 180 milioni in cinque anni.

 

Dal piano emerge che l’offerta ammonta a 77 milioni, per controllare il 67% del club, di cui 46,2 versati dalla cordata Usa e 30,8 da UniCredit. La proposta di acquisto comprende anche il marchio e il centro sportivo di Trigoria, per un impegno complessivo di ulteriori 15 milioni. Essendo l’As Roma una società quotata, con il cambio di maggioranza i nuovi acquirenti sono tenuti a lanciare un’opa sul 33% che si trova sul mercato: il prezzo dell’offerta sarebbe stato stimato intorno ai 40 milioni. Quanto a UniCredit, Il Messaggero scrive ancora che l’istituto si impegna a conservare il 5%, dopo aver ceduto il suo rimanente 35% a partner graditi agli investitori Usa.