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Real estate: Dalla Brexit cattive notizie per Londra. Buone prospettive invece per Milano e Barcellona

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Il dopo-Brexit fa male al real estate di Londra. Tra tutti, il settore degli uffici sarà il più vulnerabile, poiché gli investitori guardano all’Europa continentale come alternativa. Quanto agli immobili retail europei, dovrebbero mostrarsi relativamente resistenti, con il segmento del lusso supportato da una solida domanda, da una bassa offerta e dalla crescita degli affitti, mentre il segmento mainstream – più concentrato sul mercato domestico – più difficilmente dovrebbe subire un impatto. Impatto che in ogni caso, secondo BMO Real Estate Partners del gruppo canadese BMO Global Asset Management, che ha stilato il report, si ridurrà velocemente nel tempo.
 
Tassi bassi più a lungo
 
Vediamo perché. Secondo la società di investimenti immobiliari, la ragione fondamentale per cui l’impatto della Brexit sulle economie europee sarà limitato nel tempo è che il Regno Unito non è uno dei principali partner commerciali dell’Unione Europea. “Tuttavia – è scritto nel report – questo evento potrebbe mettere maggiore pressione sulla Bce affinché provveda a ulteriori misure di supporto. Sembra plausibile, infatti, che uno degli effetti della Brexit sarà quello di mantenere i tassi di interesse bassi per un periodo di tempo più lungo sia in Europa sia nel Regno Unito“. Inoltre l’uscita della Gran Bretagna, secondo BMO Real Estate, potrebbe spianare la strada a una maggiore cooperazione politica ed economica tra i restanti membri dell’Unione.
 
Capitali in movimento
 
Il Regno Unito – prosegue l’analisi di BMO – è il più grande mercato europeo per gli immobili commerciali. Se l’Europa dovesse essere considerata come una singola area di investimento, allora anche un lieve movimento di fondi dal Regno Unito potrebbe fornire un’accelerata significativa ai mercati europei. “Partendo dal presupposto che gli investitori intenti a prendere questo tipo di decisioni siano avversi al rischio, ciò beneficerebbe i Paesi core, come la Francia e la Germania, e le migliori location di questi mercati, ma anche di altri mercati Europei“, spiegano gli analisti. Che aggiungono: “Nonostante il voto per la Brexit, non ci sono ragioni per ipotizzare che gli investitori dell’immobiliare del Regno Unito abbiano perso interesse nei confronti del mercato europeo. Crediamo infatti che questo segmento del mercato sarà relativamente resistente”.
 
Vantaggi per la Periferia
 
La fascia di lusso del mercato, inoltre, beneficia di una forte domanda, di una scarsa offerta e della spesa turistica che non è UK-centrica. I mercati retail più mainstream sono invece influenzati principalmente da fattori domestici. Un report pubblicato da dalla californiana CBRE dimostra che alcuni retailer internazionali percepiscono il Regno Unito come più rischioso in seguito alla Brexit e stanno per questo guardando più da vicino alla Francia e alla Germania come aree nelle quali espandere le proprie operazioni. L’americana PMA ha inoltre suggerito che Milano, Parigi e Barcellona potrebbero essere i potenziali beneficiari della Brexit.