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Rcs vara aumento da massimi 600 mln. Aggiornati target al 2015, atteso inizio 2013 in forte perdita

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Aumento di capitale in due fasi per Rcs Mediagroup. Il gruppo media, dopo un cda fiume terminato nella serata di ieri che ha portato anche all’aggiornamento del piano al 2015, ha deliberato un aumento di capitale da massimi 600 milioni di euro entro il 2015, di cui 400 mln entro il luglio di quest’anno. Il rafforzamento patrimoniale risulta necessario per  necessario per salvaguardare la continuità aziendale. E’ previsto che la ricapitalizzazione abbia un significativo effetto diluitivo per gli azionisti che non dovessero aderire all’offerta che dovrebbe avere inizio nel primo semestre per concludersi a luglio.

Il piano al 2015 è condizionato alla positiva conclusione dell’operazione di rifinanziamento per 575 milioni di euro del debito in scadenza, attualmente in corso di negoziazione. E’ prevista la cessione delle attività non core per circa 250 milioni.

Ricavi 2012 scendono sotto gli 1,6 mld, primo semestre 2013 sarà molto difficile
Il gruppo ha archiviato il 2012 con ricavi netti consolidati a 1.597,7 milioni di euro dai 1.860,3 milioni nel 2011. Il calo è attribuibile allla flessione dei ricavi pubblicitari, dei ricavi diffusionali e dei ricavi editoriali diversi. L’ebitda pre oneri e proventi non ricorrenti è in calo a 61 milioni rispetto ai 163,4 milioni del 2011 (160,8 milioni a perimetro omogeneo). L’ebitda post oneri e proventi non ricorrenti scende invece dai 142,3 milioni del 2011 a 1,3 milioni nel 2012, considerando oneri netti non ricorrenti per 59,7 milioni nel 2012 (21,1 milioni nel 2011). Il risultato operativo del quarto trimestre, inclusi gli ammortamenti ordinari, è previsto sostanzialmente in parità, prima delle svalutazioni riferite principalmente a Unidad Editorial, il cui ammontare è in corso di valutazione. L’indebitamento finanziario netto si attesta a 845,8 milioni, riducendosi di 92,4 milioni rispetto al 31 dicembre 2011, per il contributo dalla cessione del gruppo Flammarion, che ha compensato i flussi negativi derivanti da oneri non ricorrenti, investimenti e dalla gestione caratteristica.
Rcs prevede che i risultati del primo semestre 2013 risentiranno maggiormente degli effetti negativi del mercato e degli oneri di ristrutturazione, che incideranno particolarmente sul risultato del primo trimestre per il quale è previsto un risultato netto in significativa perdita.

Ricavi al 2015 visti stabili a 1,5 mld al netto delle dismissioni
Nell’aggiornamento del piano al 2015 per Rcs che non prende più in considerazione il contributo della controllata Dada, in vista della possibile cessione di quest’ultima a seguito dell’apertura della data room. Il piano, come già comunicato nel dicembre scorso, prevede la trasformazione del Gruppo RCS da gruppo editoriale a multimedia company. I primi due mesi del 2013 hanno evidenziato uno scenario macroeconomico in peggioramento rispetto a quanto previsto a livello europeo a fine 2012, pertanto sono stati aggiornati alcuni parametri del Piano 2013-2015  con l’obiettivo di garantire il raggiungimento dei target economici e di business ivi contenuti. I contenuti più significativi di tale aggiornamento sono stati l’accelerazione dei progetti di sviluppo digitale, la definizione e precisa valutazione di ulteriori misure di efficientamento, il deconsolidamento di Dada rispetto alle stime del Piano, a seguito dell’ipotesi di cessione e dell’apertura della data room di quest’ultima.
I ricavi del gruppo media nel 2015 sono previsti in linea con i ricavi del 2012 escludendo le attività oggetto di dismissione (quindi su una base comparabile di circa 1.500 milioni di euro nel 2012). E’ stimata una forte crescita dei ricavi digitali (incluse le attività televisive) nell’arco del piano passando dal circa il 9% del fatturato del gruppo a fine 2012 a oltre il 21% nel 2015. La crescita più che doppia dei ricavi digitali si otterrà sia con il lancio di nuovi progetti di sviluppo della proposta editoriale, sia attraverso l’ampliamento dell’offerta digitale del gruppo. Di contro si prevede che i ricavi tradizionali registrino una progressiva contrazione nell’arco del piano, sia della componente pubblicitaria, sia di quella editoriale. A tale flessione strutturale si aggiungerà la contrazione prevista sulla base delle eventuali variazioni di perimetro per dismissione di attivi non core.
La marginalità è attesa in crescita a circa il 10% del fatturato. Si prevede infatti nel 2015 un ebitda pari a circa 150 milioni, cui contribuiranno in misura fondamentale risparmi di costi su organizzazione, prodotti e processi per circa 145 milioni di euro tra il 2012 e il 2015, oltre la metà dei quali previsti già nel corso del 2013.