Rcs: si chiude l'asta inoptato con la vendita di tutti i diritti

Inviato da Flavia Scarano il Gio, 11/07/2013 - 10:27
Quotazione: RCS MEDIAGROUP
Rcs rende noto che durante la seconda riunione dell'offerta in borsa, tenutasi in data odierna, è stata completata la vendita di tutti i 16.239.574 diritti non esercitati per la sottoscrizione di 48.718.722 azioni ordinarie. L'esercizio dei diritti acquistati nell'ambito dell'offerta in borsa e conseguentemente la sottoscrizione delle azioni ordinarie dovrà essere effettuata, a pena di decadenza, entro e non oltre il 16 luglio. I diritti, ricardo una nota, potranno essere utilizzati per la sottoscrizione di azioni ordinarie di nuova emissione al prezzo di 1,235 euro (di cui 0,235 euro a titolo di sovrapprezzo), nel rapporto di opzione di 3 nuove azioni ordinarie ogni 1 diritto esercitato mentre la sottoscrizione delle azioni di risparmio di Categoria B dovrà essere effettuata, a pena di decadenza, entro e non oltre il 15 luglio.

Rcs ricorda che l'aumento di capitale ordinario risultava complessivamente garantito per 389,1 milioni di euro. I soci Mediobanca, Fiat, Fonsai, Pirelli, Intesa Sanpaolo, Mittel, Edison, Italmobiliare, ERFIN-Eridano Finanziaria e Sinpar si erano impegnati a sottoscrivere azioni ordinarie per un ammontare complessivo pari a 204,6 milioni di euro. Banca IMI, BNP Paribas, in qualità di Joint Global Coordinator, e Banca Akros, Banca Aletti, Commerzbank, Mediobanca, UBI Banca e Credit Suisse si sono impegnati a garantire, disgiuntamente tra loro e senza alcun vincolo di solidarietà, la sottoscrizione delle azioni ordinarie eventualmente rimaste non esercitate all'esito dell'offerta in Borsa dei diritti inoptati, fino ad un ammontare massimo di 184,5 milioni.

Durante l'offerta in opzione sono state sottoscritte azioni ordinarie per un controvalore complessivo di 339,7 milioni, pertanto le banche garanti saranno chiamate a sottoscrivere le azioni ordinarie che rimarranno eventualmente non sottoscritte al termine dell'offerta in borsa per un ammontare massimo di 49,4 milioni di euro. Il gruppo editoriale ricorda inoltre che l'aumento di capitale di risparmio, in caso di mancata sottoscrizione, non risulterebbe garantito.
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