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Rcs: patto rinvia decisione su presidente, domani riunione del Cda

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Nulla di fatto dalla riunione del patto di sindacato di ieri di Rcs Mediagroup durata oltre due ore. Il gruppo editoriale ha infatti fatto sapere in una nota diramata al termine dell’incontro di aver rinviato ad una delle prossime riunioni la nomina del nuovo presidente della direzione. Inoltre, all’unanimità i soci hanno deliberato di proporre all’assemblea del prossimo 30 maggio la riduzione del numero dei componenti del consiglio di amministrazione a 9 membri e di confermare la Laura Mengoni, cooptata nel corso dell’esercizio. Infine, la direzione del sindacato ha valutato positivamente le modifiche statutarie proposte dal board alla prossima assemblea. Positiva comunque la reazione del titolo a Piazza Affari che segna un rialzo del 2,93% a 0,755 euro.

Il patto era infatti chiamato ad indicare il nuovo presidente dopo le dimissioni presentate da Giampiero Pesenti (7,4% del capitale) nei giorni scorsi. Pesenti che è risultato assente alla riunione insieme a Giuseppe Lucchini (2% circa) e Bruno Lescoeur (poco più dell’1%) di Edison. Presenti invece Francesco Merloni, in qualità di presidente facente funzione in quanto pattista più anziano, Roberto Bertazzoni, Marco Tronchetti Provera, Renato Pagliaro, Raffaele Agrusti, Giovanni Bazoli, Enrico Cucchiani mentre collegati in conference call c’erano i presidenti di Fiat e Unipol-FonSai John Elkann e Luigi Stefanini.

La riunione del patto, che vincola il 58% del gruppo editoriale, ha anticipato di qualche giorno l’assemblea di Rcs di giovedì 30 maggio che dovrà approvare l’aumento di capitale da 400 milioni di euro. Inoltre, stando ad alcune fonti finanziarie riportate dalle agenzie di stampa, domani mercoledì 29 maggio sarebbe atteso riunirsi nel tardo pomeriggio il consiglio di amministrazione di Rcs per aggiornarsi sulle trattative in corso con le banche (Intesa Sanpaolo, Ubi, Unicredit, Banca Popolare di Milano, Bnl e Mediobanca) in merito alla revisione di alcuni termini e condizioni economiche del rifinanziamento del debito.

Indiscrezioni dei giorni scorsi parlavano di una richiesta di sconto da parte del gruppo editoriale da 225 a 150 milioni di euro dell’ammontare di debito da rimborsare subito attingendo dai 400 milioni che dovrebbero essere ricavati dall’aumento di capitale. Rcs, sempre secondo le voci, avrebbe poi chiesto anche uno sconto di 200-300 punti base sullo spread del finanziamento. Il tutto per cercare di portare all’assemblea del 30 maggio una rinegoziazione più favorevole in modo da convincere gli azionisti indecisi a non bocciare l’aumento di capitale.