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Rcs: ok all’intesa con le banche su rifinanziamento, oggi assemblea per l’aumento

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In attesa della riunione dell’assemblea dei soci chiamata oggi all’approvazione dell’aumento di capitale da 400 milioni di euro, il consiglio di amministrazione di Rcs Mediagroup riunitosi ieri ha approvato i nuovi termini dell’operazione di rifinanziamento del debito bancario in scadenza che prevedono l’incremento da 575 a 600 milioni di euro del finanziamento a medio lungo termine a disposizione della società. Reazione positiva del titolo sulla Borsa di Milano dove avanza del 2,25% a 0,726 euro.

Come già comunicato, il gruppo editoriale aveva richiesto a tutti gli istituti di credito, ossia Intesa Sanpaolo, Ubi Banca (Banca Popolare di Bergamo e Banca Popolare Commercio e Industria), Unicredit, Bnp Paribas, Banca Popolare di Milano e Mediobanca, coinvolti nel processo di rinegoziazione delle linee di credito in scadenza una revisione relativamente ad alcuni termini e condizioni economiche previsti dal term-sheet approvato il 14 aprile e firmato il 15 aprile.

Le nuove condizioni
Nel dettaglio, il finanziamento è composto da tre linee di credito: una linea di credito bullet da 225 milioni (Linea di Credito A, nel term-sheet precedente pari a 200 milioni di euro) con scadenza a tre anni, al cui rimborso sarà destinata parte degli importi provenienti dalle cessioni di attivi non core; arrangement fee diminuita da 170 a 100 punti base e margine diminuito da 525 a 425 punti base. Una linea di credito amortizing di 275 milioni di euro (Linea di Credito B) con scadenza finale a cinque anni e con periodo di preammortamento di tre anni; arrangement fee diminuita da 170 a 125 punti bsse e margine diminuito da 585 a 435 punti base. Una linea di credito revolving di 100 milioni di euro (Linea di Credito C) con scadenza a cinque anni; commissione omnicomprensiva diminuita da 160 a 120 punti base e margine diminuito da 500 a 400 punti base. Il costo medio annuo complessivo del nuovo finanziamento di 600 milioni di euro è pari a circa 470 punti base sul valore nominale delle linee, che deve essere aggiunto al tasso euribor di riferimento. Tale costo tiene conto sia dello spread, sia delle commissioni di organizzazione e trimestrali come applicabili con riferimento alle tre diverse linee che lo compongono. I nuovi termini del finanziamento prevedono che solo 150 milioni di euro dei proventi dell’aumento di capitale siano destinati al rimborso delle linee di credito in scadenza, mentre i restanti verranno destinati per sostenere i progetti del piano per lo sviluppo e per garantire la necessaria flessibilità finanziaria per l’ottimale gestione delle linee di credito.

Fermo restando che l’importo dell’aumento di capitale proposto in approvazione all’assemblea dei soci rimane pari a 400 milioni di euro per le azioni ordinarie e massimi 100 milioni di euro per le azioni risparmio, l’importo minimo dell’aumento di capitale oggetto degli impegni dei soci e delle garanzie da parte delle banche ai fini della sottoscrizione del contratto di finanziamento è stato ridotto a 380 milioni di euro. Ugualmente per la successiva erogazione del finanziamento stesso è stato ridotto a 380 milioni di euro l’importo minimo di aumento di capitale che dovrà essere effettivamente liberato. Il Consiglio ha inoltre preso atto che le banche garanti, di conseguenza, allineano la condizione di efficacia dell’accordo di pregaranzia, sottoscritto in data 29 e 30 aprile scorsi, alla predetta riduzione da 400 a 380 milioni di euro dell’importo minimo dell’aumento di capitale, oggetto degli impegni dei soci e dei garanti complessivamente considerati, fermo restando l’importo complessivo della pre-garanzia di 182,5 milioni di euro.

Il board in conclusione ha sottolineato che in questa fondamentale fase dell’attività del gruppo sono stati valorizzati anche il contributo, il supporto e l’attenzione che tutti i principali azionisti hanno costantemente dato alla società. In questa prospettiva il Consiglio ha rinnovato l’auspicio che si consolidi un rapporto di coesione tra tutti i principali azionisti, in quanto la condivisione tra di essi di un progetto imprenditoriale comune costituisce fattore essenziale per il rilancio del gruppo nel nuovo contesto dell’industria editoriale. Il Consiglio, per quanto di propria competenza, intende favorire il più ampio dialogo costruttivo tra tutti i principali azionisti.