Rcs: Della Valle esce dal patto e il mercato fiuta nuovi scenari

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Accordo raggiunto tra i soci del patto di sindacato di Rcs Mediagroup sulla nuova governance del gruppo. La composizione del consiglio scenderà da 21 a 12 membri, cinque indipendenti e quattro rappresentanti diretti dei soci, e sarà presieduto dal ex rettore della Bocconi, Angelo Provasoli. Nessuna decisione sul prossimo nome che occuperà la poltrona di amministratore delegato, scelta che comunque sarà portata a termine entro l’assemblea del 2 maggio.
 
Nuova struttura societaria che non è piaciuta a Diego Della Valle. La due giorni di riunione infatti si è conclusa con l’uscita di scena dal patto dell’imprenditore marchigiano, che lascia libera la sua quota del 5,4%. Lo scontro più acceso Della Valle lo ha consumato con Mediobanca e Fiat, quest’ultime sostenitrici di un consiglio composto da soli amministratori indipendenti contro la linea del manager fautore di una maggiore presenza degli azionisti. Alla fine è prevalsa la linea di un rinnovamento del board dove però avranno un peso rilevante gli indipendenti e ci sarà una presenza più contenuta dei soci di controllo.
 
A questo punto è verosimile che la prossima mossa del patron di Tod’s sarà quella di cercare di aumentare la propria quota attraverso l’acquisto di pacchetti non vincolanti e la stretta di nuove alleanze.  L’ipotesi è avvalorata dai movimenti al rialzo che sta registrando l’azione Rcs a Piazza Affari. Il titolo, dopo aver aperto la seduta in progresso di quasi il 4%, è balzata del 15,29% a quota 0,724.
 
Ma ancor più dalla pesante intervista che lo stesso Della Valle ha rilasciato all’edizione odierna de La Repubblica. Alla domanda se aumenterà la sua quota, il manager non usa mezzi termini: “Volevo tornare libero. Oggi mi hanno ridato le mie azioni. Sono libero e farò quello che mi pare. Sono un imprenditore abituato a vivere nel mercato e non solo a parlare. Ogni volta che sono andato in un posto ho comprato azioni”. E aggiunge: “Posso dire che vado avanti. Da persona che dove va compra, continuerò la mia strada”. Suona aria di sconfitta? Di tutt’altro avviso il patron della Tod’s: “Scherziamo? La battaglia continua con le mani libere. Prima ero vincolato ad accettare anche le decisioni che non condividevo perché avevo tutte le mie azioni lì dentro”.
 
Duro è stato lo scontro con i numeri uno di Fiat e Mediobanca e altrettanto dure le parole di Della Valle. “Elkann (presidente del Lingotto) e Pagliaro (presidente di Piazzetta Cuccia) si sono messi a brigare intorno al patto ma questo non competeva loro perché è un compito che spetta al presidente del patto. Sono due dilettanti allo sbaraglio, un impiegato e un ragazzino. Mi dispiace ma non ci sto. Ho deciso di fare i nomi e cognomi e continuerò a farlo. Ripeto: sono dilettanti allo sbaraglio che vogliono mettere il cappello sui giornali e non sanno dove si comincia”. E conclude: ” Non si può gestire un’azienda così. Preferisco uscire e avere mani libere”.
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