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Rcs: Cairo alza del 33% l’offerta e prospetta una fusione, ora toccherà a Bonomi

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Nuovi sviluppi nella partita per il controllo di Rcs. Venerdì come da attese è arrivato il rilancio da parte di Cairo che ha migliorato sensibilmente la propria offerta di scambio azionario, alzando il concambio da 0,12 a 0,16 con l’impegno a deliberare un aumento di capitale da 70 mln di euro con il possibile supporto di un investitore esterno. Ad appoggiare l’editore di La7 potrebbe essere un fondo sovrano con le indiscrezioni di settimana scorsa che parlavano del possibile arrivo di un partner asiatico. Alle valutazioni attuali l’OPS di Cairo valuta Rcs circa 0,7 euro per azione andando di fatto a pareggiare l’ammontare dell’Opa in contati capitanata da Bonomi e che parte oggi in Borsa per concludersi il prossimo 10 luglio. 

Abbastanza cauta la reazione del mercato con il titolo Rcs in rialzo dello 0,9% in avvio a quota 0,788 euro, ancora ampiamente sopra i valori delle offerte dei due pretendenti. 

Obiettivo fusione Cairo-Rcs entro 24 mesi
Il rilancio dell’offerta per Rcs comprende anche un progetto di fusione per incorporazione di quest’ultima in Cairo Communication, da realizzarsi nei 12-24 mesi successivi al perfezionamento dell’Offerta. I target strategici del progetto d’integrazione prevedono ricavi per circa 1.273 milioni nel 2017 e per circa 1.340 milioni nel 2018; l’EBITDA di circa 172 milioni nel 2017 e circa 215 milioni nel 2018.
Il Consiglio di Amministrazione di Cairo ha altresì deliberato di proporre la distribuzione di un dividendo straordinario, pari a complessivi 20 milioni (0,256 euro per azione), nel caso in cui l’Offerta non dovesse risultare prevalente rispetto all’offerta concorrente.

Bonomi potrebbe muovere in area 0,8-0,85
Ora il cda di Rcs dovrà valutare la nuova proposta avanzata da Cairo dopo che venerdì scorso dalla riunione del board del gruppo che edita il Corriere della Sera è emersa una valutazione positiva su strategie e investimenti previsti nell’Opa della cordata guidata da Bonomi, sottolineando però che il corrispettivo non è congruo per i possessori di azioni Rcs. A questo punto Bonomi – insieme a Mediobanca, Pirelli, Diego Della Valle e Unipol – potrebbe valutare la possibilità di un rilancio dell’Opa portandosi vicino al limite minimo del range individuato dagli advisor di Rcs, ossia in area 0,80-0,85 euro.