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Rcs alle stelle, nuovo record storico e scambi elevati

QUOTAZIONI Rcs Mediagroup
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In attesa che giunga qualche motivazione in più a livello macroeconomico, la Borsa milanese ha continuato ad alimentarsi delle “solite” storie. In particolare, Rcs MediaGroup è tornata prepotentemente nel mirino degli ordini di acquisto, con un rialzo pari all’8,57%, posizionandosi al nuovo record storico di 6,525 euro. Molto intensi anche gli scambi: è passato di mano più del 2% del capitale della holding che controlla il Corriere della Sera, mentre si mormorava con sempre più insistenza di nuovi rastrellamenti in corso. Inoltre, vanno segnalate le parole pronunciate dal numero uno di Unicredito Italiano, Alessandro Profumo, che in un’intervista a un quotidiano, rispondendo a una domanda, ha fatto sapere che non ritiene certa al 90% un’Opa su Rcs, ma che pronostica un grado di probabilità “non altissimo”. Rialzi superiori ai due punti percentuali per Saipem, solleticata dal rialzo dell’oro nero, e Mps. Quest’ultimo titolo ha festeggiato la riconferma, del resto attesa, di Giuseppe Mussari alla presidenza della Deputazione amministratrice della Fondazione Mps, l’organo direttivo del principale azionista del Monte Paschi (la Fondazione appunto, che ha in mano il 49%). Flessioni superiori al punto pecrentuale invece per Seat Pagine Gialle e Snam Rete Gas. Su quest’ultima azione ha pesato il provvedimento dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, che ha definito i criteri per le tariffe di trasporto del gas naturale per il periodo ottobre 2005-settembre 2009, abbassando il tasso di remunerazione sul capitale investito per le aziende di trasporto gas – tra le quali Snam Rete Gas – al 6,7% per allinearlo con gli altri servizi a rete nazionali e europei. Il tasso scelto si colloca nel punto medio di un intervallo compreso fra 6,2% e 7,1%, range che era stato proposto dall’Autorità a maggio, inferiore rispetto all’attuale regime (7,94%) che si concluderà nel mese di settembre. Infine, Banca Popolare Italiana, scossa dalle ultime notizie, ha lasciato sul terreno il 3,31%, in attesa della decisione del Tribunale di Milano, che, stando a indiscrezioni, potrebbe stabilire la convalida del sequestro delle azioni Antonveneta in mano a Bpi e agli altri “concertisti” alleati di Gianpiero Fiorani, numero uno dell’istituto lodigiano. Inoltre, sulla vicenda Antonveneta, la Banca d’Italia ha fatto un passo indietro e ha deciso di sospendere le autorizzazioni precedentemente accordate alle offerte di Bpi sulla banca padovana.