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Rcs: alla ricerca del nuovo possibile socio. Dada ceduta a Orascom

QUOTAZIONI Rcs Mediagroup
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E’ partita la caccia al nuovo socio di Rcs Mediagroup. Dopo un primo giorno fiacco, il secondo dedicato all’asta dei diritti inoptati derivanti dall’aumento di capitale del gruppo editoriale ha registrato il tutto esaurito con la vendita di tutto l’inoptato pari al 14% della ricapitalizzazione che corrisponde all’11% del capitale di Rcs nel post-aumento. E sono in molti ha ipotizzare la presenza di un’unica mano dietro alla rapida raccolta. I maggiori indiziati, Fiat (20,1%) e Diego Della Valle (8,81%), si sono affrettati a smentire un loro possibile coinvolgimento. Anche Investindustrial di Andrea Bonomi, che non ha mai fatto mistero di un suo interesse per l’azienda che edita il Corriere della Sera, non avrebbe approfittato dell’asta per acquistarne una quota, nè Newscorp di Rupert Murdoch che ha bollato i rumors come “voci senza fondamento”.

Fuori dai giochi anche il fondo Clessidra di Claudio Sposito e Axel Springer. Su quest’ultima è intervenuto il presidente del consiglio di Sorveglianza, Giuseppe Vita, assicurando che la casa editrice tedesca non investe nella carta stampata ma solo nel digitale. Tra le ipotesi anche una cordata di hedge funds capitanata dal fondo italiano Kairos, che però in una nota ha smentito il suo coinvolgimento, precisando che non ci sono investimenti diretti riferiti a Paolo Basilico e Kairos in Rcs. Le posizioni acquistate da fondi Kairos, ha spiegato, rientrano nella normale attività di gestione della società e comunque sono molto al di sotto delle soglie previste per dichiarazioni agli organi di controllo e di competenza. Fari sono stati puntati anche su Urbano Cairo, il recente compratore dell’emittente televisiva La7 e proprietario del gruppo Cairo Communication, che però si è trincerato dietro un no comment.

Sul riassetto dell’azienda è intervenuto ieri l’amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni. “Abbiamo sempre detto fin dall’inizio che, per il piano presentato qualche mese fa, la soluzione ideale sarebbe stata quella di avere azionisti di riferimento e impegnati nel rilancio del gruppo. Mi auguro che questo assetto vada in questa direzione”, ha detto il top manager. Per quanto riguarda la Fase 2 e un’eventuale alleanza con l’estero, Ghizzoni ha dichiarato di non avere a disposizione dati oggettivi per commentarla “ma se serve per far crescere l’azienda, perché no”, ha aggiunto.

Sempre ieri si è tenuta la riunione del consiglio di amministrazione di Rcs che ha annunciato di aver sottoscritto il contratto per la cessione del 54,6% della controllata Dada a Orascom Tmt Investments. Il closing è previsto nella prima decade di agosto. L’enterprise value è stato fissato a 83 milioni di euro che corrisponde a un equity value di 55 milioni. “Alla chiusura dell’operazione e ai sensi della normativa applicabile la società acquirente lancerà un’offerta pubblica di acquisto sull’intero capitale di Dada”, ha spiegato la nota. Il beneficio finanziario per Rcs (incluso il deconsolidamento della posizione finanziaria netta di Dada) è stimato in circa 58 milioni. Non l’ha presa bene il titolo che a Piazza Affari è sospeso per eccesso di ribasso facendo segnare un teorico -14,47% a 3,394 euro. Fa meglio Rcs che cede però il 2,28% a 1,242 euro.