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Rc Auto: garante avvia indagine conoscitiva, prezzi in crescita nonostante riforme

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L’Antitrust punta il dito contro le polizze Rc auto. E per vederci chiaro l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, lo scorso 6 maggio, ha deciso di avviare un’indagine conoscitiva, “volta a individuare le cause per le quali, nonostante i numerosi interventi legislativi e regolatori degli ultimi cinque anni per rendere il comparto più competitivo, i prezzi continuino a registrare incrementi significativi e generalizzati”. Il compito dell’autorità guidata da Antonio Catricalà consisterà nel ricostruire l’andamento dei prezzi effettivi e dei costi del settore, con particolare riguardo all’entrata in vigore della procedura di risarcimento diretto. In particolare si dovrà capire se la riforma, nella sua concreta attuazione, abbia prodotto la necessaria spinta competitiva o se, al contrario, occorra introdurre correttivi per rimuovere eventuali ostacoli alla piena produzione degli attesi effetti pro-concorrenziali. Verranno passate al setaccio le diverse politiche di controllo dei costi dei risarcimenti adottate dalle compagnie, le politiche commerciali effettuate in termini di ristrutturazione dei portafogli clienti, aree del territorio nazionale coperte, tipologie di veicoli assicurati e rischi assunti, con conseguenti effetti sulla domanda e sul confronto competitivo dell’offerta. Un’indagine che servirà a monitorare uno dei mercati principali nel settore assicurativo, che nel 2009 ha registrato una raccolta premi superiore ai 17 miliardi di euro, con un’incidenza del 46,3% sul totale rami danni e del 14,4% sul portafoglio complessivo.
La reazione da parte delle associazioni dei consumatori non è tardata ad arrivare. “E’ un’ottima notizia, e accoglie in pieno le nostre denunce reiterate nel tempo”, ha affermato il presidente Codacons, Carlo Rienz. Apprezzamento anche dell’Adoc per l’avvio dell’indagine conoscitiva dell’Antitrust. Per l’associazione negli ultimi quattro anni ci sono stati aumenti ingiustificati tra il 15 e il 18%. Secondo l’Ania (l’associazione delle compagnie assicurative) è necessario combattere le frodi e rivedere i provvedimenti legislativi controproducenti.