Rc Auto, alla ricerca di una maggiore trasparenza sui costi

Inviato da Redazione il Ven, 05/02/2010 - 12:27
Maggiore chiarezza sui costi dell'RC Auto. La chiedono SNA, UEA e UNAPASS che hanno condotto un'indagine su 72 compagnie presenti in Italia, dalla quale emerge che i contratti dell'Rc Auto non sono realmente confrontabili sulla base del costo. In Italia, secondo l'ultimo Rapporto condotto da ACI e ISTAT, ogni giorno si verificano in media 598 incidenti stradali, che provocano la morte di 13 persone e il ferimento di altre 849. Nel complesso, nell'anno 2008 gli incidenti stradali rilevati sono stati 218.963 ed hanno causato il decesso di 4.731 persone, mentre altre 310.739 hanno subito lesioni di diversa gravità.
A ostacolare il paragone è la mancanza di condizioni generali minime in tutte le polizze. Serve quindi uno standard minimo di condizioni incluse nel contratto per valutare e comparare realmente le offerte proposte dalle Compagnie e orientare i cittadini italiani nella scelta. In particolare, lo studio ha rilevato alcune lacune nell'ambito delle condizioni generali: ad esempio, se un automobilista provoca un incidente, ma non è abilitato alla guida (perché, ad esempio, ha dimenticato di rinnovare la patente) può correre il forte rischio di dover risarcire da sé il costo dei danni causati. Il Preventivatore Isvap consente una comparazione tra polizze auto unicamente basata sul parametro prezzo: nulla dice circa le condizioni e le garanzie ivi contenute. L'invito contenuto nella Guida alle Assicurazioni predisposta dall'Istituto "Leggi con attenzione le clausole di franchigia, esclusione e rivalsa previste dal tuo contratto che devono essere indicate nella Nota Informativa precontrattuale; per una scelta consapevole confronta i prezzi dei preventivi anche con riferimento alla presenza o meno di clausole di esclusione e rivalsa" presuppone che ciascuno possa fare agevolmente da sé, individuando il prodotto adeguato alle proprie esigenze assicurative.
Il settore sconta una concentrazione che non ha uguali nei maggiori paesi europei. Due compagnie (Generali e Fondiaria-Sai) coprono il 40% del mercato danni mentre le prime cinque (Generali, Fondiaria-Sai, Allianz, Unipol e Reale Mutua) sfiorano il 70%. Questo spiega anche la difficoltà a migliorare un'offerta che - in assenza di una reale concorrenza - tende ad appiattirsi al ribasso. "Dal momento che non tutti i contratti sono uguali e, al contrario, le difformità sono spesso marcate, si pone la necessità di tracciare il profilo dello standard minimo contrattuale - commenta Giovanni Metti, presidente nazionale SNA -. Uno standard che deve garantire al cliente la certezza di avere sottoscritto una polizza che fornisce la corretta risposta al suo bisogno di sicurezza assicurativa riferita alla circolazione stradale". "Riteniamo che una vera trasparenza e comprensibilità ci possa essere solamente mediante l'adozione di uno standard normativo contrattuale minimo, scritto in modo chiaro, comprensibile a tutti, il cui contenuto sia condiviso tra compagnie, intermediari, istituzioni e consumatori ad evitare possibili limitazioni e/o esclusioni inconsapevoli", ha aggiunto Giovanni Metti.
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