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La Rbnz spinge il Kiwi, dollaro non reagisce a dati Us

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In ascesa oggi il dollaro neozelandese, salito ai massimi a 3 mesi rispetto al dollaro australiano (che paga l’aumento delle attese di un taglio dei tassi da parte della Reverse bank of Australia nella riunione di settimana prossima). Il cross tra kiwi e dollaro usa si è portato fino a quota 0,8388. La Reserve Bank of New Zealand (Rbnz) oggi ha mantenuto i tassi fermi al 2,5%, in linea con le attese. Il governatore della Rbnz, Graeme Wheeler, ha rimarcato di attendersi che l’economia globale si riprenderà nel corso del 2013 con il rafforzamento degli indicatori economici di molti dei partner commerciali della Nuova Zelanda. “Sul piano nazionale – ha aggiunto il numero uno della banca centrale neozelandese – i dati recenti sulla fiducia delle imprese e attività di costruzione suggeriscono che la crescita del PIL si sta riprendendo dalla debolezza emersa a metà dello scorso anno”. La fase di ricostruzione a Canterbury sta acquistando forza e il suo impatto si farà sentire su redditi e domanda interna”.

Si mantiene stabile l’euro rispetto al dollaro in area 1,356 dopo aver toccato questa mattina un nuovo picco a 1,3584. Gli analisti di CMC Markets sottolineano come l’euro “qualora confermasse il movimento sopra 1,3530, sarebbe decisamente avviato verso il test di 1,3835 mentre 1,34 agisce ora come nuovo supporto”.
Il biglietto verde non ha reagito ai dati macro arrivati nel primo pomeriggio con le richieste di sussidi di disoccupazione tornate a salire a quota 368mila unità dalle 330 mila della settimana precedente (che rappresentava il minimo a 5 anni). Buoni i riscontri arrivati invece dai redditi personali, saliti del 2,6% a dicembre, maggior balzo dal lontano dicembre 2004. Forte attesa per i dati di domani sulla disoccupazione Usa a gennaio dopo la debole lettura del Pil del quarto trimestre 2012. Ieri sera la Federal Reserve ha confermato i tassi di interesse nel range 0-0,1% che resteranno ai minimi fin quando la disoccupazione non scenderà al 6,5%. La decisione di confermare il QE è stata presa con una maggioranza di 11 voti, l’unico a votare contro è stato Esther George, n.1 della Fed di Kansas City, secondo cui l’attuale politica monetaria porterà squilibri finanziari e un incremento dell’inflazione. La prima economia mondiale negli ultimi mesi “ha registrato una pausa a causa delle condizioni meteo e di fattori transitori”. Secondo la banca centrale americana i rischi al ribasso sono legati anche al livello di disoccupazione, visto ancora troppo alto. L’istituto guidato da Ben Bernanke non ha dato termini temporali precisi per la durata del QE da 85 miliardi di dollari mensili.

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