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Rba taglia stime, ma aussie rimane tonico in scia a dati cinesi

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Ultima seduta della settimana con intonazione rialzista per il dollaro australiano. Il cosiddetto aussie avanza rispetto al dollaro Usa riavvicinandosi alla soglia di 0,95 (massimo intraday a 0,948). la divisa oceanica trova sponda nei dati arrivati oggi dalla Cina con il balzo del surplus commerciale che conferma un rafforzamento della domanda da parte di Pechino che risulta il principale partner commerciale dell’Australia.
La lettura di ottobre ha visto la bilancia commerciale cinese attestarsi a 31,1 miliardi di dollari, più del doppio rispetto ai 15,2 miliardi di settembre e sopra i 23,9 miliardi stimati dagli analisti. Merito di un inatteso balzo delle esportazioni (+5,6% contro il -0,3% del mese precedente). per quanto riguarda l’import il progresso annuo risulta del 7,6%.

Sono invece passate in secondo piano le indicazioni arrivate dalla Reserve bank of Australia (Rba) che oggi ha indicato che il prossimo anno la crescita dovrebbe rivelarsi inferiore al trend con un Pil in salita tra il 2 e il 3%, sotto il range 2,5-3,5% indicato tre mesi fa. L’istituto centrale di Canberra lascia inoltre aperta la strada a un nuovo abbassamento dei tassi di interesse se si renderà necessario sostenere l’attività economica. Le nuove previsioni riflettono principalmente “il sostanziale calo degli investimenti nel settore minerario, il programma rigore fiscale e il livello tuttora elevato del dollaro australiano”.

Ieri il vice governatore della Rba, Guy Debelle, aveva rimarcato che il problema per l’Australia e per altre economie piccole soni i fattori finanziari esterni che stanno spingendo al rialzo le valute.

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