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Rapporto Censis: export potente risorsa, ma pochi grandi player

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L’export italiano complessivo rappresenta oggi il 29,6% del Pil dal 25,6% nel 2000 (era sceso fino al 22,5% nel 2009). “Le imprese esportatrici di beni sono attualmente circa 212.000, in crescita negli ultimi anni e in grado di veicolare all’estero un’idea dell’Italia legata ai prodotti di alta qualità, a politiche di marchio efficaci, a prodotti collocati nel top di gamma”, si legge nel capitolo “I soggetti economici dello sviluppo” del 49° rapporto Censis. Si segnala però la scarsa incidenza, in termini di valore esportato, della pur massiccia partecipazione delle microimprese. La maggior parte degli operatori (il 64,2% del totale) si addensa nella classe più bassa di valore esportato (sotto i 75.000 euro). Circa 136.000 esportatori determinano un valore dell’export inferiore a 2,4 miliardi di euro: un’inezia rispetto al valore totale delle esportazioni italiane (lo 0,6%). In media, si tratta di poco meno di 17.000 euro ad esportatore.
I grandi esportatori, quelli che esportano merci per un valore che eccede i 50 milioni di euro, sono solamente lo 0,5% del totale (961 soggetti), ma realizzano da soli quasi la metà dell’export italiano (circa 191 miliardi di euro). Se poi si guarda al numero di Paesi dove l’Italia esporta, il rapporto Censis rimarca come una miriade di soggetti (più di 91.000) hanno come riferimento un solo Paese. Per contro, sono poco più di 4.300 le aziende che vendono i loro prodotti e servizi in più di 40 Paesi esteri, realizzando però il 43% circa del fatturato italiano all’estero.