Rapido peggioramento di Piazza Affari. Zavorra Unicredit: 2010 in rosso per attività italiane

Inviato da Micaela Osella il Mar, 08/02/2011 - 10:16

Cambia il vento sui mercati continentali. Dopo un avvio fiacco, le Borse europee continuano a scambiare in ribasso, interrompendo la lunga striscia positiva. Parigi lascia sul terreno lo 0,10% a 4.082 punti, mentre a Londra l'indice principale perde lo 0,07% a 6.047 punti. In calo anche Francoforte (-0,08%). E' rapido il peggioramento di Piazza Affari che segna il ribasso più consistente in Europa, lasciando sul terreno lo 0,79% nel Ftse Mib e lo 0,81% nel Ftse All Share. La Borsa di Milano è la più pesante trascinata al ribasso dai titoli bancari. Intesa Sanpaolo perde l'1,89% a 2,47 euro. Mps cede lo 0,89% a 0,943 euro. Male Ubi in flessione dell'1,68% a 7,595 euro.

Ma è soprattutto Unicredit ad appensantire il listino meneghino con un ribasso del 2,41% a 1,86 euro. Il motivo? Il 2010 potrebbe essere archiviato con un pizzico di delusione da Piazza Cordusio. Le attività italiane dell'istituto di Piazza Cordusio si sarebbero chiuse lo scorso anno con una perdita netta di 50 milioni, complici rettifiche su crediti per 3,6 miliardi. Lo anticipa Il Sole 24 Ore, riferendo quanto comunicato nei giorni scorsi dal top management della banca alle seconde linee nel corso di una presentazione riservata.  I ricavi sarebbero stati pari a 9,78 miliardi lo scorso anno, a fronte di costi operativi per 5,65 miliardi, per un risultato di gestione di 4,12 miliardi. Le rettifiche su crediti hanno eroso l'utile lordo a 387 milioni.

Durante la presentazione sono stati illustrati anche gli obiettivi 2011 che, riferisce il quotidiano citando fonti interne, sono "assai rilevanti". Per i ricavi a fine anno il target è oltre quota 10,12 miliardi con un risultato di gestione di 4,59 miliardi, un utile lordo a 1,35 miliardi e un netto di 594 milioni. "I dati provengono da una presentazione interna e non sono direttamente confrontabili con le nostre stime perché Unicredit non fornisce il breakdown per paese di tutte le divisioni", segnalano gli analisti di Equita.

"La società indica per il 2010 3,6 miliardi di accantonamenti su crediti, in linea con le nostre stime e 0,4 miliardi di utile lordo inferiore alle nostre stime, perché arrivavamo a quella cifra solo con settore retail - osservano alla sim milanese, ricordando che nel 2011 la società prevede circa 200 milioni di crescita del margine di interesse e 200 milioni sulle commissioni. "A livello di ricavi - conclude il broker - le indicazioni sono simili alle nostre stime, mentre sui LLPs noi abbiamo un miglioramento per l'Italia di circa 750 milioni". "Questi numeri riportati dal Sole mostrano un 2010 debole, con una perdita che porterebbe la banca a sottoperformare i competitors italiani. Più positivo è l'outlook per il 2011", segnalano anche gli analisti di Banca Imi in un report che porta la data di oggi, in cui è confermato il giudizio add con target di 1,94 euro.
 
Mediobanca, commentando l'articolo in un nota odierna, afferma che è difficile stimare il risultato complessivo del business italiano soprattutto perché non esiste una suddivisione geografica per il corporate e investment banking. Il broker contestualmente conferma la raccomandazione neutrale sul titolo con prezzo obiettivo di 2,1 euro. Passa quindi in secondo piano la speculazione. Secondo il tam tam di Borsa sarebbe ormai in via di definizione l'accordo tra i vertici dell'istituto di Piazza Cordusio e il banchiere francese Jean Pierre Moustier, ex di SocGen, per la sostituzione di Sergio Ermotti alla guida della divisione corporate&investment banking. La ricerca avviata a novembre dopo l'ascesa di Roberto Nicastro alla direzione unica è ormai conclusa.
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