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Rame sotto i riflettori. Per Bofa sarà il primo metallo a recuperare terreno

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Le materie prime e i metalli sono state le prime vittime del rallentamento cinese, un rallentamento che, secondo gli analisti, non sarebbe ciclico, ma strutturale. L’imperativo per i produttori di metalli ora è riallineare la produzione alla domanda. Tra tutti, il rame avrebbe già intrapreso la giusta strada, soprattutto dopo l’annuncio del colosso Glencore di varare un maxipiano di riduzione del debito, che prevede tra l’altro la sospensione di due importanti miniere africane. Le quotazioni del rame e i titoli minerari hanno ricevuto ieri una boccata di ossigeno e Glencore è balzata di oltre il 2% al London Metal Exchange, mentre il prezzo del metallo si è spinto fino a 5.208 dollari/tonnellata (su base trimestrale). 
 
Scendere per poi risalire
Ma quali sono le previsioni degli analisti per i prossimi mesi? Per BofA Merrill Lynch, che ha dato alle stampe un report sull’argomento, un rimbalzo nei metalli di base è possibile in vista di una stabilizzazione in Cina, dopo le turbolenza dell’ultimo anno. Ma non nell’immediato, e non per tutti. “Nonostante la stabilizzazione dell’economia cinese – è scritto nel report – riteniamo che il rallentamento continuerà nei prossimi anni e, data l’assenza di un catalizzatore immediato che possa concludere la “fase orso” per molte materie prime, prodotti di base – tra cui il rame e minerale di ferro – dovrebbero continuare a perdere quota il prossimo anno. In particolare, riteniamo che il rame possa toccare i 4mila dollari/tonnellate nel quarto trimestre 2016. Tuttavia, mentre il prezzo scenderà verso quel livello, dovremmo anche assistere a un’accelerazione della chiusura di molte miniere, fattore che in ultima analisi dovrebbe riallineare domanda e offerta. Quanto al minerale di ferro dovrebbe mantenere una media di 45 dollari/tonnellata fino al 2016″. 
Rame sotto i riflettori
Le società estrattive, spiegano gli analisti di BofA Merrill Lynch, hanno reagito alle mutate condizioni riducendo gli investimenti. Ma, mentre i prezzi continuavano a scendere, per mantenere i margini i produttori hanno aumentato la produzione. “Molte di queste misure hanno aiutato singoli produttori, ma hanno anche generato un ambiente competitivo mettendo sotto pressione le aziende estrattive – è scritto nel report – Prevediamo ulteriori tagli alla produzione, come già annunciato da Glencore: una dinamica che potrebbe riequilibrare la domanda e l’offerta e ridare fiato alle quotazioni dei metalli più velocemente di quanto prevede il nostro scenario di base”. Quanto al rame, potrà beneficiare di un altro fattore, ovvero la guerra delle fibre nel campo della telefonia fissa. “Prevedo un ritorno del rame che nasce dalla continua crescita dei ricavi nel settore e dalla necessità di un ammodernamento delle reti da parte degli operatori storici”, è il parere di Daniel Morris, analista di Barclays equity research.