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Rame: commodity financing sotto la lente delle autorità, prezzi arretrano

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Forte segno meno per le quotazioni del rame, passate in poche sedute da quasi 7 mila agli attuali 6.770 dollari la tonnellata. La spinta ribassista è riconducibile alle notizie in arrivo dalla Cina, che da sola rappresenta circa il 40% della domanda globale.

Nell’ambito delle indagini delle autorità per far luce sul fenomeno del c.d. commodity financing, l’utilizzo delle materie prime come collaterale per ottenere credito, è stato scoperto che in diversi casi lo stesso metallo è stato utilizzato a garanzia di molteplici operazioni di finanziamento andando a gonfiare a dismisura lo “shadow banking”, il settore bancario parallelo a quello ufficiale.

Un minor ricorso al commodity financing minaccia la domanda di rame, già alle prese con un contesto macro non proprio esaltante. Vivienne Lloyd, analista di Macquarie, stima che “nel giro di qualche settimana” 150 mila tonnellate di rame potrebbero uscire dai magazzini cinesi e finire sul mercato locale.