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Rally della speranza in forse. Per gli analisti l’Europa resta nel guado

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E’ durato lo spazio di un pomeriggio l’entusiasmo dei mercati finanziari per la mossa a sorpresa con la quale le principali banche centrali hanno deciso di fornire liquidità a basso costo e allentare così le tensioni tra le banche europee.
Vediamo il perché, passando in rassegna i dubbi che alcuni esperti hanno messo in luce questa mattina.
 
Il primo punto, sottolineato da Mohamed El-Erian, ex del Fondo monetario internazionale e ora a capo di Pimco, è che nell’immediato gli investitori hanno premiato gli asset rischiosi, ma gli effetti di lungo termine dipenderanno dai prossimi eventi, in particolare dall’esito del vertice dei Capi di Stato e di Governo europei del prossimo 9 dicembre. Esiti legati alla politica, finora troppo lenta nel prendere decisioni efficaci. “La speranza – spiega El-Erian nel blog del Financial  Times – è che (le banche centrali) abbiano agito così perché le istituzioni politiche si rendano conto di avere a che fare con una crisi che ha profonde implicazioni per la crescita e per l’occupazione”. La preoccupazione di El-Erian è invece che l’azione sia stata decisa perché le banche centrali avvertono la necessità di prevenire una nuova serie di potenziali delusioni.
Occorre considerare che la mossa delle banche centrali ha anche l’effetto di fornire una certificazione dello stato critico in cui versa l’Europa. In un report gli analisti di Nomura segnalano  che la decisione conferma la grande preoccupazione delle istituzioni politiche sull’outlook europeo e l’aumento delle incertezze. Ora la palla, sempre secondo Nomura, passa alle singole banche centrali, chiamate a rispondere alle loro specifiche sfide.

Va oltre Azad Zangana,economista di Schroders, secondo cui il taglio dei tassi swap effettuato ieri rimuove alcuni degli intoppi negli ingranaggi del sistema finanziario globale, ma non può essere considerato una garanzia a sostegno dei recenti rialzi del mercati. Soprattutto, spiega, “non cambia nulla per quanto riguarda i problemi dell’Europa e del forte indebitamento di alcuni Paesi”.

Ci sarebbe poi da citare la statistica. La medesima decisione assunta ieri dalle banche centrali era stata presa il 18 settembre del 2008 nei giorni successivi al crack di Lehman Brothers e in coincidenza con il salvataggio di Aig. Con quali risultati? La spirale dei fallimenti bancari si è fermata, ma a poco più di tre anni il mondo si trova a dover assumere nuove misure di emergenza. E’ poi da citare il comportamento dei mercati finanziari all’indomani della decisione delle banche centrali. Dopo un’iniziale reazione positiva, le Borse di tutto il mondo avevano intrapreso una traiettoria discendente che entro la fine dell’anno aveva portato lo S&P 500 a perdere un altro 26%, l’Eurostoxx 50 il 18% e il Ftse Mib il 24 per cento. Circa quanto avrebbero perso da lì ai minimi del 9 marzo 2009.