Rai: Mediobanca, la privatizzazione porterebbe 2 miliardi nelle casse dello Stato

Inviato da Flavia Scarano il Mar, 18/06/2013 - 16:03

Gli analisti di Mediobanca Securities hanno ragionato in uno studio circa la possibile privatizzazione della Rai dopo che il Governo greco ha annunciato la chiusura della tv statale Hellenic Broadcasting Corporation (ERT) che sarà privatizzata a breve. Nel report, gli esperti ipotizzano dall'operazione un incasso per lo Stato di circa 2 miliardi di euro.

La Rai, ricordano gli analisti, ha riportato nel 2012 ricavi in calo del 7,1% annuo a 2,8 miliardi di euro e, a causa principalmente dell'evidente flessione della raccolta pubblicità (-22,8% nel 2012 a 745 milioni di euro), ha registrato perdite per 244 milioni di euro a livello di utili, malgrado l'incremento di 39 milioni derivante dal canone a 1,75 miliardi di euro. Allo stesso tempo però, l'indebitamento è cresciuto a 366 milioni di euro a fine 2012. Secondo il metodo presentato dalla banca d'affari, la Rai presenta un fair value di 2,5 miliardi e per l'analista Fabio Pavan, che ha firmato il report, il miglior modo per valutare la tv statale italiana e quello di assegnare un multiplo di 1,52 volte ai ricavi core (ricavi totali più il canone, assumendo che una volta che l'azienda sarà privatizzata l'imposta sarà eliminata, più i ricavi derivanti dalle torri) pari a 810 milioni di euro. In linea invece con il metodo utilizzato per Mediaset, Telecom Italia Media e il Gruppo Espresso, il broker ha assegnato un valore di 120 milioni di euro per ciascun multiplex posseduto.

"Il nostro approccio suggerisce un fair value per l'asset pari a 2,47 miliardi di euro", spiega Pavan che prosegue: "Si potrebbe dire che la redditività della Rai è ben al di sotto della media dei concorrenti ma questo gap potrebbe essere compensato da un potenziale premio di controllo in caso di vendita. In sintesi, la privatizzazione della tv statale potrebbe portare alle casse dello Stato italiano circa 2 miliardi di euro".

Se il Governo fosse disponibile a guadagnare qualcosa da questo settore nel breve termine, per Mediobanca dovrebbe combattere l'evasione del canone che, secondo un report pubblicato lo scorso gennaio da Krls Network of Business Ethics, ha raggiunto nel 2012 il record del 44%. E se l'Esecutivo volesse dimezzare questa cifra (tornando così ai livelli del 2005), la mossa di tradurrebbe in un potenziale introito di 600 milioni di euro all'anno. La stessa somma potrebbe arrivare dalla vendita delle torri (al netto dei 150 milioni di euro di debito).

La banca d'affari si riserva però qualche timore sul buon esito dell'operazione: di carattere sociale con più di 13 mila lavoratori coinvolti e possibili scioperi da parte dei sindacati, ma anche di carattere politico; il potere esercitato dal Parlamento sul gruppo è infatti da sempre molto alto. Inoltre il broker fa notare che dopo alcuni anni l'Italia potrebbe trovarsi nella situazione di completare l'asta per l'assegnazione delle tre frequenze nazionali e una privatizzazione simultanea della Rai potrebbe aumentare la competizione in un mercato giù frammentato (considerando anche il fatto che in due decenni la proprietà statale è stata una sorte di 'bella addormentata') e far salire la pressione sui titoli finanziari dei player esistenti.

COMMENTA LA NOTIZIA