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Radaelli (Bsi): dati su inflazione Usa e Ue incominciano ad essere preoccupanti

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Perdite sia per l’azionario sia per il reddito fisso. I mercati si sono messi alle spalle una settimana difficile dopo la risalita messa in atto a cavallo tra fine novembre e inizio dicembre. “A livello geografico, la settimana è stata particolarmente negativa per Londra e per i blocchi emergenti asiatico e America Latina”, rimarca Giorgio Radaelli, chief global strategist di Bsi, nella sua weekly strategy. “I bond governativi decennali – rimarca Radaelli – hanno subito perdite in concomitanza con significativi aumenti dei rendimenti, tra 15 e 20 pb, nei principali mercati. Queste dinamiche dipendono largamente dalla delusione alla mossa operata dalla Fed, colpevole di aver tagliato i tassi, sopratutto quello di sconto, non oltre un quarto di punto”. Gli investitori temono quindi che per l’economia Usa si tratti di un “too little, too late”. Sul fronte dati macro, sottolinea lo strategist di Bsi, quelli sulla crescita non sono stati troppo deludenti in settimana, fatta parziale eccezione per il Giappone. “Un poco preoccupanti, invece, sono stati i numeri sull’inflazione, negli Usa come nell’area euro. Nel Regno Unito proseguono invece i segnali di cedimento del mercato immobiliare”, ha concluso Radaelli.